10 giugno 2016 redazione@ciociaria24.net
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Pellegrinaggio sorano a Roma sulle orme del Cardinale Cesare Baronio

“Tenere fisso lo sguardo sulla misericordia per diventare noi stessi segno efficace dell’agire del Padre”. Questo è il motto dell’Anno Santo scelto da papa Francesco. Questo il richiamo per tutti, per i pellegrini, per chi diventerà parte viva di un Giubileo straordinario. Nel suo significato più profondo, “giubileo” significa anche momento di felicità. E sarà un pellegrinaggio di misericordia e di felicità, quello organizzato dalla Confraternita dell’Immacolata di Sora della parrocchia di S. Restituta, che sarà guidato dal preposto, mons. Bruno Antonellis. L’evento si terrà in un giorno particolare per la città di Sora. Questo “cammino giubilare” è previsto il 30 giugno 2016, a 409 anni esatti dalla morte del cardinale Cesare Baronio. Quindi un’occasione veramente significativa. Una data da ricordare e da celebrare degnamente. Ed ecco il valore dell’iniziativa della Confraternita dell’Immacolata di Sora, presieduta da Luigi Milano, anche per fare memoria del Venerabile “Cesare Baronio”.

“Tenere fisso lo sguardo sulla misericordia per diventare noi stessi segno efficace dell’agire del Padre”. Questo è il motto dell’Anno Santo scelto da papa Francesco. Questo il richiamo per tutti, per i pellegrini, per chi diventerà parte viva di un Giubileo straordinario. Nel suo significato più profondo, “giubileo” significa anche momento di felicità. E sarà un pellegrinaggio di misericordia e di felicità, quello organizzato dalla Confraternita dell’Immacolata di Sora della parrocchia di S. Restituta, che sarà guidato dal preposto, mons. Bruno Antonellis. L’evento si terrà in un giorno particolare per la città di Sora. Questo “cammino giubilare” è previsto il 30 giugno 2016, a 409 anni esatti dalla morte del cardinale Cesare Baronio. Quindi un’occasione veramente significativa. Una data da ricordare e da celebrare degnamente. Ed ecco il valore dell’iniziativa della Confraternita dell’Immacolata di Sora, presieduta da Luigi Milano, anche per fare memoria del Venerabile “Cesare Baronio”.

In una nota, il preside Luigi Gulia, presidente del Centro di Studi Sorani “V. Patriarca”, così commenta questa opportuna ed intelligente iniziativa:«Presago ormai della morte, da Frascati, dove si era ritirato a causa della salute malferma, Cesare Baronio volle rientrare a Roma. Era suo desiderio morire alla Vallicella che, bisognosa di restauri, era stata affidata alla Congregazione dell’Oratorio da Gregorio XIII, il papa Boncompagni di stretta parentela col ducato di Sora. Quella chiesa gli ricordava anche il santuario sorano di Valleradice, dove bambinetto aveva riacquistato la vita. Il 30 giugno 1907, ricorrendo il terzo centenario della morte del Baronio, nella Chiesa Nuova di Santa Maria in Vallicella, dinanzi alla lapide sepolcrale del “santissimo cardinale”, il celebrante e gli alunni del Collegio dei Filippini recitarono un pater, ave, gloria “pregando Dio che volesse glorificare quel venerabile Scrittore anche in terra con l’onore degli altari”.

Stessa invocazione replicheranno il prossimo 30 giugno, per iniziativa della Confraternita dell’Immacolata di Santa Restituta, i sorani in visita alla Chiesa Nuova, che “custodisce da quattro secoli non ossa e polvere, ma semi di religione, di cultura, di testimonianza. Gli occhi del corpo vedono il chicco di grano marcire e morire; gli occhi della speranza vedono a longe le spighe indorate dal sole”, come scriveva qualche anno fa il cardinale Loris Francesco Capovilla morto centenario il 26 maggio scorso, giorno della memoria liturgica di san Filippo Neri. Ricorderanno anche che Cesare, primo fra i discepoli del bizzarro “profeta della gioia cristiana”, fu ordinato prete a San Giovanni dei Fiorentini (nucleo originario dell’Oratorio) il 27 maggio 1564, festività di Santa Restituta, la martire patrona della città natale, ricordata per la sua risoluta fedeltà nel Martirologio Romano, l’opera che nel tempo porterà impresso il sigillo della cura di Cesare Baronio “sorano”.

Ai primi del Seicento, fondato in Sora il convento dei Cappuccini, il cardinale Baronio chiederà al pittore senese Francesco Vanni di raffigurare nella pala d’altare della Madonna degli Angeli i santi Francesco e Restituta in atto di invocare protezione sulla città delineata con le sue mura merlate, le torri e i campanili. Quando infine entreranno nella Basilica di San Pietro, i pellegrini sorani sentiranno l’eco dell’espressione “pax et oboedientia” che il “il prete scarpone”, così Baronio era benevolmente chiamato dai tanti monelli in attesa di un quattrino, ripeteva ogni giorno prostrandosi davanti alla statua bronzea del primo papa. Non era ossequio formale il suo, ma rispetto della tradizione apostolica, radicamento ai testimoni della prima comunità cristiana, volontà di vivere e far rivivere la purezza evangelica nel presente della storia».

Questo il programma previsto. Partenza alle ore 7:30 dal piazzale dell’Istituto Tecnico Commerciale C. Baronio. Alle ore 10:00, nella Chiesa Nuova in Santa Maria in Vallicella, Santa Messa concelebrata da mons. Bruno Antonellis. Qui seguirà prima la visita guidata alla tomba di Cesare Baronio ed alle camere di S. Filippo Neri, quindi il pranzo al sacco. Nel pomeriggio visita guidata, con possibilità dell’indulgenza plenaria alla Basilica di S. Pietro o di S. Paolo. La quota d’iscrizione è di venti euro. Per le prenotazioni, entro il 25 giugno, è a disposizione l’edicola Facchini, all’inizio del Corso Volsci.

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