I Carabinieri hanno bloccato due persone dopo la richiesta di denaro alla madre del proprietario del telefono. Dispositivo recuperato in una scarpata.

ANAGNI – Un presunto tentativo di estorsione, con la richiesta di denaro per restituire un telefono smarrito, è stato interrotto nella notte dai Carabinieri ad Anagni. Due persone sono state arrestate in flagranza con l’accusa di estorsione in concorso.

Secondo quanto ricostruito, una donna di 54 anni, residente in un comune limitrofo, avrebbe ricevuto una telefonata con la richiesta di 150 euro per riavere un iPhone 17 Pro smarrito alcuni giorni prima dal figlio. La donna non avrebbe ceduto al ricatto e avrebbe contattato il 112, facendo scattare l’intervento dei militari.

L’appuntamento e il dispositivo dei Carabinieri

Dopo la segnalazione, i Carabinieri del NORM – Aliquota Operativa di Anagni, insieme ai militari delle Stazioni di Acuto e Sgurgola, hanno predisposto un servizio nella zona indicata per l’incontro. L’area è stata monitorata con personale in uniforme e militari in abiti civili, supportati da auto di copertura.

Nel corso dell’operazione, i due sospettati avrebbero ricevuto il denaro richiesto. A quel punto i militari sono intervenuti, bloccandoli sul posto. Durante le fasi dell’intervento, secondo quanto riferito, uno dei due avrebbe tentato di disfarsi del telefono lanciandolo in una scarpata.

Il recupero dello smartphone nella scarpata

I Carabinieri hanno quindi raggiunto il punto in cui era stato gettato lo smartphone, in un’area caratterizzata da vegetazione e sterpaglie. Dopo le ricerche, il dispositivo è stato recuperato e successivamente restituito all’avente diritto.

A finire agli arresti domiciliari sono stati un 40enne del luogo, celibe, disoccupato, già noto alle forze dell’ordine e sottoposto alla misura di prevenzione dell’avviso orale, e la compagna 19enne, incensurata. Entrambi sono stati messi a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Le indagini nella fase preliminare

L’attività è stata comunicata all’Autorità giudiziaria. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e gli indagati, come previsto dalla legge, potranno far valere le proprie difese nelle successive fasi procedimentali e processuali.

L’intervento rientra nelle attività di controllo del territorio svolte dalla Compagnia Carabinieri di Anagni.

Fonte: Comando provinciale Carabinieri di Frosinone