Per la prima volta nel Lazio, l’Asl di Frosinone ha eseguito con successo l’impianto di due pacemaker bicamerali senza fili. Un traguardo che segna un passo avanti nella cardiostimolazione mininvasiva. Il dispositivo, chiamato Aveir DR, rappresenta un’innovazione tecnologica capace di regolare il battito cardiaco agendo simultaneamente su entrambe le camere del cuore: atrio e ventricolo destro.
Tecnologia senza fili e lunga durata
A differenza dei pacemaker tradizionali, Aveir DR è un dispositivo “leadless”: non utilizza fili (elettrocateteri) per collegarsi al cuore. È composto da due unità autonome, una per ciascuna camera cardiaca, e vanta una durata stimata della batteria superiore ai 15 anni.
L’intervento e il team
L’intervento è stato eseguito presso l’ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone, nell’UOC di Cardiologia diretta dal dr. Francesco Mollo, con il coordinamento del dr. Antonio Iannucci, responsabile della UOS di Aritmologia. Per la prima volta sono stati impiantati due pacemaker leadless, ampliando così le opzioni di trattamento rispetto ai modelli monocamerali già in uso.
Comunicazione sincronizzata tra i dispositivi
«Questa tipologia di pacemaker è rivoluzionaria perché consente ai due dispositivi – uno per il ventricolo e uno per l’atrio – di comunicare tra loro e sincronizzarsi a ogni battito cardiaco», spiega il dr. Iannucci. «Questo è possibile grazie alla tecnologia brevettata i2i™ di Abbott, che utilizza impulsi a bassa energia trasmessi sfruttando la conduttività naturale del corpo».
Entrambi i dispositivi vengono inseriti direttamente nel cuore attraverso la vena femorale, senza ricorrere a incisioni, grazie a una procedura mininvasiva in anestesia locale. Dotati di accelerometri, i pacemaker sono in grado di percepire il movimento del paziente e adattare il ritmo di stimolazione alle sue necessità quotidiane. Inoltre, sono progettati per essere recuperati in caso di sostituzione.
Un primato per l’Asl di Frosinone
L’adozione della tecnologia Aveir DR segna un progresso importante nell’ambito della cardiologia interventistica. «Meno invasività, maggiore durata, dimensioni ridotte e sincronizzazione cardiaca ottimale sono i vantaggi principali di questi nuovi dispositivi», sottolinea ancora il dr. Iannucci.
Il merito va anche all’intera équipe di Aritmologia che ha preso parte all’intervento: Giovanni Petrucci, Valeria Marocco, Antonella Tagliaferri, Assunta Pennacchia e Silvana Lombardi.
