CRONACA

Bed and breakfast Roma centro: i due principali fattori per scegliere bene

Bed and breakfast Roma centro: in via Cola di Rienzo, nel signorile rione Prati, una soluzione decisamente adatta per chi cerca sia la comodità che il lato estetico.

Posizione veramente  centrale e contesto architettonico/urbanistico gradevole: se questi due fattori combaciano, il vostro soggiorno romano sarà comunque un successo indipendentemente dalle condizioni meteo. D’altra parte, se quando si digita bed and breakfast Roma centro sul motore di ricerca si ottiene come risultato un posto che permette di raggiungere a piedi con un affascinante e breve percorso sia Castel Sant’Angelo che la Basilica di San Pietro, come avere dubbi?

La vera domanda è un’altra: esiste veramente un posto bello e nel contempo strategico? Certo che sì, è il rione Prati, signorile e lineare zona edificata dopo l’Unità d’Italia e destinata ad accogliere i funzionari del neonato Regno. Parliamo di un quartiere popolato da circa 20 mila abitanti, quindi è necessaria un po’ di precisione in più per avere un performance migliore, ovvero bisogna domandarsi: dove alloggiare a Prati? Naturalmente nel cuore del quartiere, cioè in via Cola di Rienzo, personaggio molto amato dai padri del Risorgimento italiano. In pieno centro di Roma vi consigliamo di alloggiare al Centro di Roma Bed and Breakfast.

Cola di Rienzo

Nato nel 1313, Cola di Rienzo, al secolo Nicola di Lorenzo Gabrini, è considerato una figura simbolo del Risorgimento Italiano, nonostante la sua storia, breve ma intensa, non sia complessivamente eroica. Morì infatti nel 1354, assassinato durante una rivolta popolare. Vissuto e formatosi ad Anagni tra i sette e i vent’anni di età, periodo che intercorre tra la perdita della madre e del padre, una volta tornato nell’Urbe fu aiutato a completare gli studi giuridici ed a intraprendere la professione notarile.

Le sue aspirazioni erano in ogni caso di ambito politico: Cola desiderava liberare Roma dalla vessazione delle potenti famiglie che la dominavano, per riequilibrare la scala sociale e restituire alla città il prestigio di un tempo. Bisogna ricordare, infatti, che in quegli anni la stima della popolazione residente a Roma era compresa tra le 20 mila e le 35 mila unità. L’Urbe, in sintesi, era in preda a un declino socio-economico inarrestabile: se si pensa che le mura aureliane erano state costruite per proteggere una popolazione di circa un milione di persone, s’intende quanto sia stata vicina alla fine. In pochi anni, comunque, Cola riuscì a sollevare il popolo ed a imporre la Repubblica. I nobili fuggirono e lui venne proclamato Tribuno della nuova Repubblica Romana, con il solenne titolo di “Nicolaus severus et Clemens, libertatis, pacis iustitiaquae tribunus et Sacrae Romanae Reipublicae liberator”.

Il sogno però durò circa sei mesi, durante i quali Cola s’impegnò per divulgare messaggi di unità nazionale, commettendo nel contempo alcuni errori strategici che lo portarono inevitabilmente a sconfinare nell’abuso di potere. Morì ucciso a 41 anni, il suo corpo venne esposto per due giorni e alla fine fu bruciato con dispersione delle ceneri. Una fine ingloriosa che non ne ha comunque impedito la rivalutazione storica nei secoli successivi, quando i fautori del Risorgimento Italiano lo hanno in un certo senso indicato come un loro mentore, un precursore dell’Italia unita che durante la breve parentesi repubblicana romana aveva iniziato a tracciare idealmente il percorso che sarebbe diventato realtà cinque secoli dopo.

Basti pensare al sinodo romano del 1° Agosto 1347, con ambasciatori provenienti da tutta la penisola, evento caratterizzato dalla lettura di un proclama nel quale, tra l’altro, si affermava che: “Roma e tutte le città d’Italia sono dichiarate libere; tutti i popoli d’Italia sono dichiarati cittadini di Roma”. Da qui l’identificazione di Cola di Rienzo come una specie di “eroe prerisorgimentale”, un simbolo del passaggio politico dal medioevo all’età moderna, cioè dall’Impero (prima) e la Chiesa (poi), verso un’idea di nazione incentrata sul popolo di tutta la penisola italiana, con Roma sua capitale e con la stessa Chiesa concentrata sulla divulgazione dei valori prettamente spirituali anziché sul potere. Nelle mura di quella che viene considerata la sua casa natale nei pressi del Ponte Rotto (Isola Tiberina), gli esponenti politici di allora (anno 1872) fecero collocare una targa. “Qui presso nacque l’ultimo de’ tribuni, Cola di Rienzo”.

Fonte: I migliori bed and breakfast a Roma centro

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