CASSINO – Due giovani di 20 e 23 anni, residenti nel Napoletano, sono stati arrestati dai Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Cassino perché ritenuti responsabili di una truffa ai danni di una donna di 82 anni, residente ad Ancona. I militari li hanno intercettati a bordo di una Fiat Panda, recuperando gioielli e oggetti preziosi per un valore superiore a 5.000 euro, sottratti poche ore prima alla pensionata.
L’operazione è stata condotta nel pomeriggio di sabato 26 settembre, lungo la SS 749, nei pressi dell’Ospedale Civile di Cassino. Durante un controllo del territorio, i Carabinieri hanno individuato un’automobile a noleggio già segnalata dalle forze dell’ordine di Ancona perché sospettata di essere stata utilizzata per una truffa.
A bordo si trovavano i due giovani, entrambi già noti alle forze dell’ordine. La perquisizione del veicolo ha consentito di scoprire, nascosti nell’abitacolo, oltre 200 grammi di preziosi: un orologio d’oro, bracciali, anelli, orecchini, spille e una fede nuziale.
La telefonata del falso finanziere e il raggiro all’82enne
Gli accertamenti hanno permesso di collegare gli oggetti a una truffa commessa poche ore prima ad Ancona. La vittima, una donna vedova di 82 anni, era stata contattata telefonicamente da un uomo che si era presentato come appartenente alla Guardia di Finanza.
Il falso finanziere aveva raccontato che nella zona era stata appena commessa una rapina utilizzando un’automobile intestata all’anziana. Con questo pretesto, aveva sostenuto la necessità di verificare i gioielli custoditi nell’abitazione, confrontandoli con quelli presumibilmente coinvolti nella rapina.
Poco dopo, un complice si era presentato alla porta della pensionata e si era fatto consegnare i preziosi. L’uomo si era quindi allontanato rapidamente insieme a un altro individuo, utilizzando la Fiat Panda successivamente fermata a Cassino.
La refurtiva recuperata dai Carabinieri è stata riconosciuta dalla vittima, alla quale sarà restituita.
Arresti convalidati: domiciliari per uno dei giovani
Dopo il fermo, i due indagati sono stati accompagnati nella Casa Circondariale di Cassino. I militari hanno sequestrato l’automobile e denunciato alla Procura della Repubblica di Cassino il giovane che si trovava alla guida, per essersi rifiutato di sottoporsi agli accertamenti sull’eventuale assunzione di sostanze stupefacenti.
Sono state inoltre avviate le procedure per l’emissione del foglio di via obbligatorio dal comune di Cassino nei confronti di entrambi.
Nel pomeriggio di lunedì 28 settembre, il Tribunale di Cassino ha convalidato gli arresti, accogliendo le richieste della Procura. Per uno degli indagati sono stati disposti gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, mentre nei confronti dell’altro è stato applicato l’obbligo di dimora nel comune di residenza.
L’invito dei Carabinieri a riconoscere le truffe
In relazione all’accaduto, i Carabinieri e la Procura richiamano l’attenzione dei cittadini, soprattutto delle persone anziane e dei loro familiari, sui tentativi di truffa compiuti da individui che si presentano falsamente come appartenenti alle forze dell’ordine.
In presenza di telefonate sospette, l’indicazione è di interrompere la conversazione e contattare il Numero Unico di Emergenza 112 oppure la Stazione dei Carabinieri più vicina.
Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari. Gli indagati potranno esercitare i propri diritti di difesa nelle successive fasi giudiziarie e devono considerarsi non colpevoli fino a un’eventuale condanna definitiva.
Fonte: Comando provinciale Carabinieri di Frosinone
