CEPRANO – Un giovane di 20 anni è stato denunciato dai Carabinieri dopo aver esibito una carta d’identità elettronica priva del microchip durante un controllo nei pressi del casello autostradale A1 di Ceprano. Il documento presentava un foro in corrispondenza del dispositivo elettronico, che risultava completamente rimosso. I militari della Stazione Carabinieri di Arce hanno sequestrato la carta d’identità e deferito il giovane in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Frosinone.
L’episodio è avvenuto nell’ambito di un servizio coordinato di controllo del territorio. Il 20enne, residente nella zona, disoccupato e già noto alle forze dell’ordine per precedenti in materia di stupefacenti, era inoltre sottoposto alla misura di prevenzione dell’avviso orale.
Il controllo vicino al casello A1 e la scoperta del documento alterato
Durante le verifiche, i Carabinieri hanno chiesto al giovane di esibire un documento di riconoscimento. Il 20enne ha consegnato una Carta d’Identità Elettronica (CIE) sulla quale i militari hanno immediatamente individuato un’anomalia: un foro praticato con precisione nel punto in cui normalmente si trova il microchip.
Secondo quanto riferito dall’Arma, il chip elettronico era stato asportato, compromettendo l’integrità del documento. Il dispositivo NFC costituisce una componente fondamentale della carta d’identità elettronica, poiché contiene informazioni utilizzate per l’identificazione digitale e per le verifiche di autenticità.
La rimozione del microchip può essere collegata a pratiche illecite finalizzate all’alterazione dei documenti o all’utilizzo fraudolento dei sistemi di identificazione. In particolare, i dispositivi sottratti possono essere riutilizzati per realizzare documenti contraffatti o tentare di aggirare i controlli elettronici. Nel caso di Ceprano, tuttavia, non sono stati riferiti elementi che colleghino il giovane a un’attività di compravendita dei microchip.
Sequestro della carta d’identità e denuncia alla Procura
Al termine del controllo, i Carabinieri hanno disposto il sequestro penale del documento manomesso e denunciato il 20enne alla Procura della Repubblica di Frosinone.
Le ipotesi di reato contestate sono falsità materiale commessa dal privato, ai sensi degli articoli 477 e 482 del Codice penale, e uso di atto falso, previsto dall’articolo 489. Quest’ultima contestazione riguarda l’esibizione del documento alterato ai militari durante il controllo.
La posizione del giovane sarà ora sottoposta alle valutazioni dell’autorità giudiziaria. Il procedimento si trova nella fase delle indagini e l’interessato potrà esercitare pienamente il proprio diritto di difesa nelle sedi previste dalla legge, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.
Fonte: Comando Provinciale Carabinieri di Frosinone
