CRONACA

Elezioni dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, forti proteste della categoria. La nota di “Giornalisti 2.0” – GRUPPO GINO FALLERI

Dal momento in cui abbiamo pubblicato la lettera-aperta inviata al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede per denunciare il modo improprio con cui è stata data comunicazione ai giornalisti dell’Ordine del Lazio delle prossime elezioni per il rinnovo del proprio organismo di categoria, sono arrivati in redazione centinaia di messaggi dello stesso tenore. Ci sono centinaia e centinaia di giornalisti professionisti e pubblicisti che nel Lazio non hanno ancora ricevuto la lettera di convocazione al seggio e chi l’ha ricevuta pur avendo pagato la quota viene passato per un moroso.

La maggior dei giornalisti del Lazio, professionisti e pubblicisti che ha già ricevuto la convocazione per le elezioni del consiglio regionale, previste per i prossimi 4 e 5 ottobre, si ritrova “intimato” a pagare delle quote sociali che ha invece regolarmente pagato per bonifico e via MAV. C’è evidentemente qualcosa che non funziona, e che soprattutto va chiarita. È forte il rischio ricorsi. Per “Giornalisti 2.0” – GRUPPO GINO FALLERI, sono i giornalisti del Lazio, pubblicisti e professionisti che si rifanno all’esperienza professionale e alla storia personale dello storico vicepresidente dell’Ordine del Lazio Gino Falleri, siamo in presenza di una vera e propria vicenda Kafkiana.

Riportiamo testualmente da Wikipedia: “un neologismo della lingua italiana che indica una situazione paradossale, e in genere angosciante, che viene accettata come status quo, implicando l’impossibilità di qualunque reazione tanto sul piano pratico quanto su quello psicologico”.

Cosa sta accadendo in queste ore a Roma e dintorni? La presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, Paola Spadari – precisa una nota di Giornalisti 2.0 Gruppo Gino Falleri – ha inviato tramite “posta massiva” a molti giornalisti del Lazio con la convocazione alle prossime elezioni dell’Ordine che si terranno il 27 settembre in prima convocazione e il 4 e 5 ottobre in seconda convocazione. Ma nella lettera di convocazione al voto la Presidente intima alla stragrande maggioranza dei giornalisti contattati il pagamento delle quote dell’ordine pena il divieto alla competizione elettorale. Tutto normale, direbbe qualcuno.

E invece no. Tutto molto poco chiaro. Sta di fatto che centinaia di giornalisti in queste ore stanno scrivendo alla redazione e alla mail di Giornalisti 2.0 – Gruppo Falleri per denunciare un sopruso: per aver ricevuto una intimazione al pagamento scorretta e del tutto infondata, avendo loro la possibilità di dimostrare di aver pagato le proprie quote.

E fin qui la prima parte di questa vicenda grottesca e che la dice lunga – precisa la nota di Giornalisti 2.0 Gruppo Falleri- sul modo come viene gestita la vita interna dell’ordine dei Giornalisti del Lazio. Perché c’è molto di più grave. Risulta infatti che moltissimi giornalisti laziali non abbiamo invece ancora ricevuto dall’Ordine nessuna comunicazione e nessuna convocazione al seggio elettorale. Si vede che la posta massiva non è arrivata a casa di ognuno di loro. Forse arriverà nei prossimi giorni? Speriamo, comunque, prima delle elezioni- aggiunge la nota di “Giornalisti 2.0 – Gruppo Gino Falleri”.

Il termine per riceverla – ricorda il Movimento- scadeva sabato 12 settembre, sono i 15 giorni utili prima del 27 settembre data della prima convocazione, ma in moltissimi hanno invece ricevuto questa lettera solo qualche giorno fa, esattamente il 17 settembre, termini di gran lunga superati. Lettera datata 26 agosto. La posta massima ha impiegato 20 giorni per arrivare. Chi ci crederebbe mai?

Ma a questo punto, essendo la vicenda ormai di dominio pubblico, ed avendo il Gruppo Gino Falleri, scritto anche un esposto ufficiale al Ministro della giustizia Alfonso Bonafede- ci sarebbe da chiedere formalmente alla presidenza dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio come mai “tanta superficialità”, o forse meglio “tanta approssimazione”, o nella migliore delle ipotesi “così tanta leggerezza”? “Come si fa a chiedere ad un giornalista in regola con le quote – conclude la nota di “Giornalisti 2.0 – Gino Falleri” di pagare delle quote che ha già pagato?
Ma l’Ordine dei giornalisti non deve garantire la tutela dei registri contabili?

L’Ordine non ha un file Excel con dentro i nomi di chi ha pagato e di chi invece non ha pagato? Chi gestisce la vita istituzionale di un Organismo di diritto pubblico possibile che non conosca le regole fondamentali della gestione amministrativa di casa propria? Probabilmente l’emergenza Covid-19 ha mandato in tilt il sistema informatico di Piazza delle Torretta”. Infine, un’ultima domanda: “E’ possibile risalire – si legge ancora nella nota di Giornalisti 2.0 – Gino Falleri- alla data di acquisizione delle lettere da inviare come posta massiva? Quante sono? Quanti soldi sono stati spesi? Quando sono state consegnate al service per lo smistamento operativo? Esiste un riferimento che faccia fede dei termini regolari e reali di spedizione? Sulle lettere di convocazione non esiste una data di partenza che faccia fede, e anche questo è davvero strano. È una cosa voluta? A chi giova? Ma allora, “perché non avete usato il sistema della PEC, che viene usata regolarmente con tantissimi giornalisti in situazioni meno importanti di questa o per l’approvazione del bilancio ? Speriamo che non sia per “nascondere” la vera data di partenza. È allucinante che ci siano lettere di posta massiva datate 26 agosto, e arrivate a destinazione solo il 17 settembre. Quindi fuori termine utile, e questo viola la par condicio elettorale, almeno per chi volesse candidarsi”.

Il dato reale – per “Giornalisti 2.0- Gino Falleri ” – è ancora un altro: “Il 27 settembre e il 4 e 5 ottobre, almeno per il Lazio, si voterà solo per il rinnovo del Consiglio Regionale. Non si potrà invece votare per il Consiglio Nazionale, dopo la determina con la quale il Presidente Carlo Verna ha annullato le elezioni del Nazionale, spostandole a metà novembre. Sulla lettera dell’Ordine del Lazio invece non si fa nessun cenno di questo dettaglio, e che non è marginale. Per i giornalisti laziali significherà dover poi tornare alle urne a distanza di un mese. Ma non si poteva riunire tutto insieme? E poi, perché il Lazio insiste con il volere un solo unico seggio al circolo di Montecitorio, mentre in altre regioni sono stati istituiti almeno tre seggi diversi? Terza regione d’Italia per numero di iscritti, eppure dell’emergenza Covid contro ogni forma di assembramento pare che al Lazio non importi nulla: tre seggi in tre città diverse avrebbero aiutato molto una maggiore affluenza al voto, e in maggiore sicurezza, non credete? Sarà forse che tenendo tutto a Roma è più facile avere meno gente al seggio?”.

Interrogativi pesanti, a cui prima o poi qualcuno dovrà pur dare una risposta.

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