FROSINONE – Oltre 3,3 milioni di euro di oneri concessori versati da Acea Ato 5, ma una parte delle somme destinate ai Comuni della provincia di Frosinone non è stata ancora incassata. Il motivo è la mancata emissione delle fatture da parte di diversi enti locali, un adempimento necessario per consentire all’Egato 5 di procedere con i pagamenti. A richiamare l’attenzione sulla situazione è lo stesso Ente di governo dell’Ambito territoriale ottimale, che invita i sindaci interessati a sollecitare i rispettivi uffici.
La vicenda riguarda i canoni dovuti dal gestore del servizio idrico integrato per l’utilizzo delle infrastrutture idriche, fognarie e di depurazione affidate in concessione. Le somme, già disponibili presso l’Egato, non possono essere trasferite agli enti beneficiari fino al completamento delle procedure di fatturazione.
Il piano di rientro da 3,3 milioni di euro
Nel maggio 2024 la Conferenza dei Sindaci dell’Ato 5 di Frosinone aveva preso atto del piano di rientro sottoscritto tra Acea Ato 5 ed Egato 5 per regolarizzare il pagamento degli oneri concessori relativi al periodo 2019-2024.
L’accordo prevedeva il recupero di oltre 3,3 milioni di euro attraverso 19 rate mensili di circa 182.500 euro ciascuna. Secondo quanto comunicato dall’Egato, il gestore ha completato da tempo i versamenti previsti, consentendo il recupero delle somme arretrate.
Nonostante questo, diversi Comuni non hanno ancora provveduto a emettere le fatture necessarie per ricevere le rispettive quote. Per le annualità comprese tra il 2021 e il 2024, risultano ancora inadempienti rispetto a tale procedura 5 enti per il 2021, 6 per il 2022, 10 per il 2023 e 15 per il 2024. I dati si riferiscono alle singole annualità e non necessariamente a Comuni differenti.
Canoni 2025 e 2026: ancora 38 Comuni in attesa delle somme
La situazione riguarda anche gli anni successivi al piano di rientro. La deliberazione del maggio 2024 aveva infatti stabilito il ripristino del pagamento ordinario dei canoni concessori, prevedendo che Acea Ato 5 versasse quanto dovuto entro il 31 gennaio di ogni anno, secondo quanto disposto dalla convenzione.
L’Egato conferma che il gestore ha rispettato le scadenze previste anche per il 2025 e il 2026 e che le relative somme sono già state assegnate ai Comuni.
Rimangono tuttavia alcune posizioni da regolarizzare: 9 Comuni non hanno ancora incassato il canone relativo al 2025, mentre sono 38 quelli che non hanno ricevuto le somme spettanti per il 2026. Anche in questi casi, secondo l’Ente, il mancato pagamento dipende dall’assenza delle fatture necessarie a completare il trasferimento delle risorse.
L’appello dell’Egato ai sindaci: «Provvedere alla fatturazione»
A fare il punto è Luigi Urbani, dirigente responsabile dell’Egato 5, che ricostruisce il percorso seguito per recuperare gli arretrati e riportare alla regolarità i rapporti economici con il gestore.
«Ci siamo impegnati al massimo per sbloccare questa situazione: normalizzare i rapporti con il Gestore e riallineare i pagamenti dovuti a quest’Ente e ai Comuni», dichiara Urbani.
Il dirigente ricorda che il confronto con Acea ha consentito di concordare un piano di rientro sostenibile, attraverso il quale sono state recuperate le somme attese da diversi anni, senza compromettere gli equilibri economici e finanziari del gestore.
Resta ora da completare la fase amministrativa di competenza degli enti locali. «Invito pertanto i sindaci dei Comuni, che non hanno ancora fatturato le loro spettanze al riguardo, a sollecitare i loro uffici affinché provvedano, così che anche a loro possa essere versata la quota spettante», conclude Urbani.
