FROSINONE – Sei infortuni mortali nei primi otto mesi del 2026, una media di una vittima ogni 40 giorni. È il dato che emerge dall’analisi delle rilevazioni Inail effettuata dalla Uil di Frosinone sulla sicurezza nei luoghi di lavoro in Ciociaria. Nello stesso periodo, le denunce complessive di infortunio sono aumentate da 1.587 a 1.640, passando da una media di 198 casi mensili nel 2025 a 205 nel 2026. Particolarmente significativo il confronto regionale: la provincia di Frosinone rappresenta il 5,4% delle denunce di infortunio del Lazio, ma registra il 9,7% dei casi mortali, con sei decessi sui 62 complessivamente rilevati nella regione.
Infortuni sul lavoro, i dati del Lazio
L’elaborazione del sindacato prende in esame anche la distribuzione degli incidenti per fasce di età, disponibile nei dati Inail a livello regionale. Nel Lazio, da gennaio ad agosto 2026, sono state presentate 30.417 denunce di infortunio, contro le 28.141 dello stesso periodo del 2025, con un incremento dell’8,1%. La fascia maggiormente interessata è quella tra i 50 e i 59 anni, che concentra il 24% dei casi. L’aumento più consistente riguarda invece i giovani tra 15 e 29 anni, per i quali le denunce sono salite da 5.574 a 6.225. Dei 62 infortuni mortali registrati nel Lazio, nove hanno riguardato persone con meno di 30 anni, rispetto alle tre dello stesso periodo del 2025. Altre 30 vittime avevano più di 50 anni.
Cirulli: «Prevenzione, formazione e controlli irrinunciabili»
A commentare i dati è Alessandro Cirulli, segretario generale della Uil di Frosinone, che richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare le misure di sicurezza. «Il quadro è critico ed è per questo che prevenzione, formazione e controlli devono essere parole d’ordine irrinunciabili per la tutela della salute e della sicurezza di lavoratrici e lavoratori», afferma il sindacalista. Cirulli conferma inoltre la prosecuzione della campagna #ZeroMortiSulLavoro anche in Ciociaria, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sulla prevenzione degli incidenti e sulla tutela di chi lavora.
