POLITICA

Guarcino rinasce: entro il 2025 si trasferiranno in paese 200 coppie di pensionati, studenti, artigiani e imprenditori

Il progetto si chiama “Guarcino 2025” è stato ideato dal presidente della Società Italiana di Cardiologia Geriatrica.

“Noi di Uncem non siamo soli nella lotta allo spopolamento dei centri montani e soprattutto non lo siamo nell’affermazione del concetto di “montanità” come valore. Ritengo infatti di rilevanza notevole e un esempio formidabile dell’attualità e dell’alta valenza delle nostre battaglie la notizia che vede Guarcino, piccolo centro ciociaro che fa parte della XII Comunità Montane dei Monti Ernici, quella che ho l’onore di presiedere, e che ha un valente Sindaco, qual è Urbano Restante, come “città ideale per la convivenza tra anziani e studenti universitari”.

Il progetto si chiama “Guarcino 2025” è stato ideato dal presidente della Società Italiana di Cardiologia Geriatrica, un medico dal curriculum notevole qual è il dottor Alessandro Boccanelli, in linea con quanto disposto dalla Commissione Europea. Al progetto lavora un comitato di medici, architetti, imprenditori e docenti universitari tra i quali anche il rettore dell’Università Unicamillus, Gianni Profita e l’economista Attilio Befera.

Secondo questo progetto, dunque, entro cinque anni a Guarcino si trasferiranno 200 coppie di pensionati, studenti universitari e venti tra artigiani e piccoli imprenditori per dar vita a quello che il professor Boccanelli definisce il “borgo ideale”, nuovo modello urbano eccellente dei giorni nostri (un tempo si ipotizzava la “Città ideale”). Ovviamente sono rimasto molto colpito quale presidente di Uncem Lazio dall’idea di una sperimentazione per la creazione di un “borgo smart” e non più solo la “città smart” delle quali sono piene le cronache, perché tutto questo va nella nostra stessa direzione e, anzi, implementa le prospettive di rilancio dei piccoli centri e in particolare di quelli montani, considerati “ideali” per puntare alla salute e al benessere.

Mi pare da tenere in alta considerazione l’idea contenuta in questo progetto di creare una sorta di alleanza ‘intergenerazionale’ attraverso il co-housing e la nascita di nuove opportunità di lavoro dove i giovani possano sviluppare attività artigianali e turistiche e gli anziani vivere in un ambiente salubre con servizi messi in comune e un’assistenza continua. Ciò è ancor più vero ai tempi della pandemia Covid, perché bisogna essere distanti ma uniti, come recita un abusato adagio dei giorni nostri e come andiamo predicando da quando è nato questo problema sanitario.
Guarcino potrà diventare un laboratorio di borgo ecosostenibile e costituire un modello di ricerca replicabile in tutti i piccoli Comuni dove è molto alta la fascia di over-65 e dove sono necessari percorsi di assistenza dedicata ma anche di rilancio socio-economico e salvaguardia di tutte quelle caratteristiche di convivenza e cultura che fanno di questi posti il terreno più fertile per esperimenti innovativi. Inoltre, secondo il professor Boccanelli, “ci sono molte ricerche scientifiche che certificano come vivere vicino a spazi verdi allunga e migliora la qualità di vita”.

La formula del progetto passa attraverso percorsi sul turismo slow (il cicloturismo, i sentieri e il Cammino di San Benedetto) e insediamento di start-up e lavoratori da remoto. Questo, cito dall’Ansa, “garantisce una parte della sostenibilità del percorso di valorizzazione del patrimonio immobiliare del territorio per organizzare housing e co-housing per anziani, con servizi centralizzati a loro dedicati, un infermiere di prossimità e percorsi di telemedicina. “L’idea del borgo ideale di Guarcino può essere una chiave interessante per lo studio di nuovi modelli urbani – conclude Boccanelli – I borghi italiani sono a rischio spopolamento, noi vogliamo dimostrare che è possibile ripopolarlo portando dai servizi da condividere. La condivisione, inoltre, è una delle chiavi di valorizzazione del senso di comunità che i piccoli Comuni italiani possono aver affievolito a causa del calo demografico, ma che mai hanno perso”.
Come queste parole possono non essere musica per le nostre orecchie? Sono anni che ci battiamo per affermare questi concetti. Non possiamo, dunque, che approfondire la cosa e saperne molto di più”.

Il presidente di Uncem Lazio, Achille Bellucci

Fonte: Sora24

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