28 aprile 2017 redazione@ciociaria24.net
LETTO 2.015 VOLTE

Intervista a Lucio Marziale: «Nella vita bisogna restare aperti ad ogni novità e ad ogni contributo»

Lucio Marziale, 54 anni, avvocato penalista, pubblicista, consigliere comunale (da 23 anni) e assessore alla cultura (da tre) a Isola del Liri, sposato, due figlie, appassionato di cucina, adora i vini francesi e i sigari toscani.

Quale è il tuo background?

Vengo da una famiglia normale, un po’ operaia un po’ artigiana, un po’ contadina. Bravo a scuola, come si diceva allora, studio al Liceo Classico di Arpino, dove a fine anni ’70 si scontravano rigidità formale e fermenti rivoluzionari. Ero matto, capellone e ribelle, ma mi diplomai col massimo dei voti. Poi La Sapienza a Roma, con la laurea e il master in Criminologia e Diritto Penale.

Quali sono state le più grandi difficoltà che hai dovuto affrontare?

La più grande difficoltà è stata studiare a lungo senza vedere la fine, senza una realizzazione pratica. Sarebbe bene strutturare corsi di studi uniti ad esperienze pratiche, per evitare abbandoni dovuti a sfinimento.

Potessi tornare indietro cosa faresti diversamente?

Studierei le lingue; non poter comunicare in almeno tre lingue lo trovo un handicap grave.

Quale credi sia l’attitudine che ti ha permesso di raggiungere i migliori risultati?

La capacità di sacrificio, la tenacia, la resistenza, la voglia di farcela.

Cosa ti motiva?

Sicuramente la voglia di realizzarmi e di conseguire i miei obiettivi.

Cos’è per te il successo?

Successo è semplicemente riuscire a vivere, anche con poco, facendo quello che ti piace fare.

Come si batte la crisi?

La crisi si batte innanzitutto seminando fiducia. E poi semplificando le procedure e ponendo meno ostacoli possibili al libero esplicarsi della iniziativa privata.

Quali insegnamenti ti ha dato la vita?

La vita è una cosa meravigliosa, che insegna ogni giorno. Per me, l’atteggiamento migliore resta quello di restare aperti ad ogni novità e ad ogni contributo.

Cosa consiglieresti ai giovani d’oggi?

Io consiglio loro di leggere libri, i classici russi e il Don Chisciotte, e libri di poesia e teatro. Fra gli italiani Silone e Sciascia. Chi legge libri vive, gli altri sprecano il poco tempo che ci viene assegnato in sorte.

COMMENTA

wpDiscuz
scarica la nostra App
Per ricevere le notizie sul tuo smartphone o tablet: clicca qui e scarica gratis l'App
Menu