venerdì 11 Gennaio 2019
CRONACA

Martedì le due insegnanti accusate di maltrattamenti potranno difendersi

E' stato fissato per martedì prossimo l'interrogatorio nei confronti delle due insegnanti.

In quella sede le due maestre, sospese ieri per un anno dal servizio, potranno rispondere alle accuse di maltrattamenti su alunni dai 3 ai 5 anni sollevate dagli inquirenti.

1 settimana fa

«Telecamere fisse in tutte le scuole! Mai più violenza sui bambini!»

A Cassino e non solo si alza forte il grido delle famiglie per avere più sicurezza nelle aule.

Nessuno pensava che si sarebbe arrivati a tanto, ovvero alla necessità di controllare l’operato di maestre e maestri nelle scuole per l’infanzia. Un problema in più che va ad aggiungersi all’infinita lista che rende sempre più difficoltosa la quotidianità delle famiglie. Del resto come si può affrontare una giornata di lavoro, se non si ha la certezza assoluta di aver lasciato i propri figli in un ambiente sereno?

I genitori di Cassino (e non solo), dopo gli incresciosi fatti di ieri, pretendono più sicurezza per i loro figli: vedere bambini di tre e cinque anni subire vessazioni e umiliazioni in un’età decisiva per il loro sviluppo è stato scioccante. Qui non si parla di uno scappellotto o di una punizione dietro la lavagna piuttosto che fuori dalla classe per maleducazione e quant’altro: qui, stando a quanto scritto nel comunicato della polizia, si parla di insulti, mortificazioni, di un modus operandi che fa paura.

Padri e madri di tutta Italia hanno guardato e riguardato il video girato e reso pubblico dal Commissariato cassinate: lo sdegno è stato grande. La stragrande maggioranza dei post pubblicati sui social durante la giornata è stata costantemente caratterizzata da parole feroci: ora, però, a mente fredda, si tenta anche di ragionare per capire come evitare nuovi episodi del genere.

«Ci vogliono telecamere fisse in tutte le scuole, cose così brutte non devono più accadere», commentava una mamma ieri pomeriggio, quasi con le lacrime agli occhi e con il viso pieno di paura. La stessa paura che si legge in centinaia di volti di genitori che ora rischiano di vivere in modo ossessivo il comportamento dei loro figli fuori dall’orario scolastico. È umiliante dover pensare a un sistema di videosorveglianza in una società moderna, per giunta in una scuola materna, ma tutto intorno non si vedono altre soluzioni ugualmente incisive.

1 settimana fa

Maestre dispotiche e violente: tensione altissima tra i genitori

Le famiglie chiedono provvedimenti urgenti ed esemplari per evitare il ripetersi di situazioni scioccanti come quella di ieri.

Due casi di maltrattamenti a scuola in pochi giorni: il primo ad Ariccia, poco più o poco meno di un’ora di macchina se si parte dalla provincia di Frosinone, conclusosi con quattro arresti; il secondo, come ben sappiamo, ieri a Cassino. In entrambe le vicende, dettagliatamente descritte dalle forze dell’ordine, ci sono punti in comune come la violenza e il linguaggio inqualificabile utilizzato dalle insegnanti.

Nel caso di Cassino, questo secondo aspetto diventa impressionante: “ti faccio sputare io per terra, animale; ti faccio cadere tutti i denti; se fai cadere l’acqua è meglio che ti scavi la fossa; adesso vado a prendere la corda e ti lego con la corda sulla sedia”. Queste le frasi riportate dalla PS nel comunicato in cui è stata annunciata la misura interdittiva della sospensione dell’esercizio del pubblico ufficio di insegnante nei confronti di due maestre che operano in un asilo situato in via Zamosch.

Il rischio psicosi è molto elevato, perché nel caso di bambini così piccoli, di età compresa tra tre e cinque anni, serve sempre il ricorso alle telecamere per documentare le violenze. La tensione tra i genitori è altissima, tutti hanno più paura o quantomeno nurtrono il dubbio di lasciare i propri figli indifesi in una situazione di grande pericolo psicologico e fisico. Le famiglie chiedono provvedimenti urgenti ed esemplari per evitare il ripetersi di situazioni scioccanti come quella di ieri.

1 settimana fa

«Siamo sulla bocca di tutta l’Italia!». Vergogna e rabbia a Cassino

Violenze, umiliazioni e mortificazioni ai danni di bambini dai tre ai cinque anni: la città martire è scioccata. Tutti i tg nazionali ne parlano e il danno di immagine, oltre alla vergogna, è incalcolabile.

«Nella mattinata di oggi personale della Polizia di Stato del Commissariato di PS Cassino ha dato esecuzione ad un’ordinanza di misure cautelari emessa dal Gip presso il Tribunale di Cassino dott. Salvatore Scalera nei confronti 2 maestre, di 54 e 63 anni, di una scuola dell’infanzia di Cassino per maltrattamenti continuati nei confronti di bambini loro affidati per cura e educazione. In particolare è stata loro applicata la misura interdittiva della sospensione dell’esercizio del pubblico ufficio di insegnante».

Questa la parte iniziale del comunicato stampa emesso dalla Polizia di Frosinone, relativamente alle indagini svolte dagli investigatori del Commissariato di Cassino a seguito di dichiarazioni raccolte dai genitori di uno degli alunni della scuola, i quali hanno riferito agli inquirenti che loro figlio «si mostrava riluttante ad andare a scuola, manifestando uno stato di ansia e disagio».

Le indagini sono naturalmente scattate subito, in quanto le vittime erano soggetti particolarmente vulnerabili e deboli, bimbi dai 3 ai 5 anni. Le investigazioni, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Cassino dott. Roberto Bulgarini Nomi, sono state mirate e si sono avvalse anche di strumenti tecnici.

I risultati, purtroppo, sono stati sconcertanti. Gli elementi emersi sono apparsi immediatamente di rilevante gravità: «le maestre – si legge nel testo della Polizia – assumevano quasi quotidianamente nei confronti dei piccoli alunni loro affidati comportamenti violenti, spintonandoli, strattonandoli, trascinandoli con forza, in alcuni casi percuotendoli con schiaffi alla testa, costringendoli, anche con la forza, a rimanere con il capo riverso sul banco, sottoponendoli a punizioni umilianti e pericolose per la loro incolumità (ad esempio mettendoli seduti in punizione sopra un mobile), ingiuriandoli, urlandogli contro (avvicinando loro il viso a quello dei bambini) e minacciandoli (proferendo nei loro confronti frasi del seguente tenore: “ti faccio sputare io per terra, animale; ti faccio cadere tutti i denti; se fai cadere l’acqua è meglio che ti scavi la fossa; adesso vado a prendere la corda e ti lego con la corda sulla sedia”)».

«Dalle indagini – conclude la Polizia di Stato – è emerso il connotato tipico dell’abitualità dei maltrattamenti delle due maestre il cui comportamento era caratterizzato da un atteggiamento vessatorio nei confronti dei bambini finalizzato a realizzare un metodo di educazione e apprendimento fondato sull’intimidazione e sulla violenza, psicologica e fisica, anche con ricorso ad irrisioni ingiustificate, offese e denigrazioni degli alunni, generando in tal modo un clima stabile di mortificazione».

La notizia è rimbalzata in ogni dove ed è stata ovviamente ripresa da tutti i Tg nazionali. «Siamo sulla bocca di tutta l’Italia!», commentavano oggi alcuni cittadini visibilmente contrariati. La speranza è che non si cada nell’associare il vergognoso e inqualificabile comportamento di poche persone all’intera comunità cassinate e, più in generale, della provincia di Frosinone.

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