lunedì 16 Settembre 2019

Papa Francesco e i nuovi cardinali, la “rivoluzione” continua

Tolleranza, accoglienza, porte aperte e no ai muri. Continua la trasformazione della Chiesa.

Il classico “Save the Date” è già noto a tutti: da Sabato 5 Ottobre, giorno in cui il Pontefice creerà 13 nuovi cardinali, di cui 10 votanti e 3 con più di ottanta anni. il percorso della Chiesa di Roma sarà molto probabilmente ancora più incentrato sulla linea bergogliana.

Questi i prossimi porporati:

  • Miguel Angel Ayuso Guixot, 67 anni, vescovo comboniano, da maggio presidente del pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso;
  • José Tolentino Calaça de Mendonça, 54 anni, arcivescovo portoghese e dal 2018 archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa;
  • Ignatius Suharyo Hardjoatmodjo, 69 anni, indonesiano, dal 2010 arcivescovo di Jakarta;
  • Juan de la Caridad Garcia Rodriguez, 71enne cubano, dal 2016 arcivescovo di San Cristobal de La Habana;
  • Fridolin Ambongo Besungu, 59 anni, cappuccino africano, dal 2018 arcivescovo di Kinshasa (Repubblica democratica del Congo);
  • Jean-Claude Hollerich, 61 anni, gesuita, dal 2011 arcivescovo di Lussemburgo e dal 2018 presidente della Comece;
  • Alvaro L. Ramazzini Imeri, 72 anni, guatemalteco dal 2012 vescovo di Huehuetenamgo;
  • Matteo Zuppi, 64 anni, italiano, dal 2015 arcivescovo di Bologna;
  • Cristobal Lopez Romero, 67enne salesiano spagnolo, dal 2017 arcivescovo di Rabat in Marocco dopo aver trascorso ben 25 anni in Paraguay;
  • Michael Czerny, 73 anni, gesuita slovacco-canadese, dal 2016 sottosegretario della Sezione Migranti del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale.

Insieme ad essi, come dichiarato dal Santo Padre, verranno uniti ai membri del Collegio Cardinalizio due arcivescovi e un vescovo che si sono distinti per il loro servizio a la Chiesa, ovvero:

  • Michael Louis Fitzgerald, inglese, Arcivescovo Titolare di Nepte;
  • E. Mons. Sigitas Tamkevičius, lituano, Arcivescovo Emerito di Kaunas;
  • E. Mons. Eugenio Dal Corso, italiano, Vescovo Emerito di Benguela.

Secondo le principali testate italiane, si tratterebbe di tredici religiosi fedeli alla linea di Bergoglio e in gran parte (almeno otto, si dice) scelti personalmente dal papa stesso, che li avrebbe selezionati per consolidare il carattere internazionale e la visione globale della Chiesa. Una mossa che, stando sempre a quanto riportato sui vari giornali, mirerebbe a garantire continuità con l’attuale pontificato, mediante la “blindatura” del prossimo conclave.

Le qualità dei prescelti sono vari: dal poeta e scrittore alla mente che brilla in quanto a capacità di dialogo interreligioso. Sono tuttavia tre i futuri porporati che hanno alimentato il dibattito pubblico sulle scelte del pontefice argentino:

  • Michael Louis Fitzgerald, nominato da Wojtyla nel 2002 a capo del dicastero per il dialogo interreligioso e che nel 2006, con un atto senza precedenti, era stato rimosso da Benedetto XVI e retrocesso a nunzio apostolico in Egitto;
  • Matteo Zuppi, definito «il prete romano amico dei poveri», già designato in precedenza dallo stesso Francesco per la guida della diocesi emiliana e che ogni giorno, prima di ritirarsi nel pensionato dei preti anziani, si spende per gli ultimi, in particolare i migranti africani, cosa che gli procura un bel po’ di critiche;
  • Michael Czerny, sotto segretario della Sezione Migranti del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, organizzazione diretta direttamente da Papa Francesco. Il canadese, in sintesi, ha speso tutta la vita nella difesa dei diritti umani calpestati in America Latina e in Africa.

In altre parole: tolleranza, accoglienza, porte aperte e no ai muri.

 

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