DALL'ITALIA

Parafarmacie: le falsità della rete corporativa italiana

Comunicato Stampa Congiunto
Movimento Nazionale Liberi Farmacisti
Federazione Nazionale Parafarmacie Italiane
Confederazione Unitaria Libere Parafarmacie Italiane

Tamponi: la recente bocciatura dell’emendamento che avrebbe consentito ai farmacisti delle parafarmacie italiane di effettuare tamponi

Le oltre 5000 parafarmacie italiane e le migliaia di farmacisti che vi lavorano non accettano passivi di diventare vittime inerti dello scempio del buon senso e della verità dei fatti operato da Italia Viva sulla questione tamponi.
La recente bocciatura dell’emendamento che avrebbe consentito ai farmacisti delle parafarmacie italiane di effettuare tamponi porta un palese vantaggio corporativo alle farmacie, solo chi avesse come “faro della propria azione politica” la piaggeria lobbistica potrebbe difendere tale bocciatura, contro l’interesse dei cittadini.
E’ detto al cittadino in coda al freddo da ore per un tampone, che non potrà scegliere di farlo anche in parafarmacia perchè le parafarmacie non fanno parte del sistema sanitario, non sono collegate al sistema TS, ovvero Tessera Sanitaria, e quindi non potrebbero trasmettere i dati e gli esiti stessi dei tamponi. Ma le parafarmacie per definizione sono parte integrante del Sistema Sanitario, ricevono alla nascita un codice di tracciabilità del farmaco dal Ministero della Salute, aderiscono al sistema TS, trasmettono ogni giorno per legge i dati del 730 precompilato, sono collegate al sistema della Ricetta Elettronica Veterinaria, in molte regioni erogano servizi come il CUP, la dispensazione di prodotti per celiachia, di dispositivi medici, di presidi per diabetici, per incontinenza. Il tutto nell’alveo del Sistema Sanitario Nazionale.

Privacy e sicurezza dati

L’autorizzazione alla trasmissione dei dati inerenti i tamponi sarebbe una mera formalità, basterebbe per lo più un click, e di certo non una piattaforma apposita che comporti alcuna ingente spesa per lo Stato, come è stato detto in questi giorni.
La privacy e la sicurezza dei dati sarebbe ed è ogni giorno garantita in farmacia come in parafarmacia dal GDPR, il Regolamento Generale sulla Protezione dei dati a cui devono aderire per legge tutti coloro che trattano dati sensibili, dai semplici dati anagrafici in su.
Si dice poi al cittadino arrabbiato, infreddolito e stanco che non può andare a farsi fare il tampone in parafarmacia perchè c’è una sentenza della Corte Costituzionale che vieta alle parafarmacie le analisi di prima istanza. Ebbene i tamponi non c’entrano nulla, e la sentenza della Corte Costituzionale citata parlava di tutt’altro: si limitava ad annullare un’iniziativa regionale che dava le autoanalisi alle parafarmacie, contestandola non nel merito – non è prerogativa della Consulta – ma nel metodo, visto che quella decisione non era di competenza regionale. Tutto qui.
Citare quella sentenza, di metodo e non di merito, come se esprimesse un preciso volere della Consulta significa mancare di rispetto, di conoscenza e di buon senso.
Ci chiediamo dunque quale sia la reale portata dell’opacità di talune scelte politiche di questo partito, così sicuro oggi nel negare servizi e diritti, così pronto a compiacere sacche di potere nostrane, e così capace di ammantare il tutto di convincente Rinascimento.
Al cittadino infreddolito, positivo e stanco, si dice che il suo benessere e la sua salute contano infinitamente meno degli interessi corporativi di turno. Ebbene, ora almeno sa chi ringraziare.

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