RIPI – Tre uomini sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto per tentato omicidio e rapina in concorso dopo l’aggressione avvenuta nella notte tra il 30 settembre e il 1° ottobre 2026 nelle campagne di Ripi. La vittima, un uomo di Pico, sarebbe stata raggiunta da sei colpi di pistola alle gambe, percossa e successivamente abbandonata in una zona isolata. È ricoverata all’Ospedale di Frosinone in prognosi riservata, ma non sarebbe in pericolo di vita.
I provvedimenti sono stati eseguiti nel primo pomeriggio del 1° ottobre dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile delle Compagnie Carabinieri di Frosinone e Sora, al termine degli accertamenti svolti in coordinamento con l’Autorità giudiziaria. I tre fermati, residenti a Strangolagalli, Castelliri e Monte San Giovanni Campano e già gravati da pregiudizi di polizia, sono stati rintracciati nei territori di Strangolagalli e Veroli.
L’aggressione nelle campagne di Ripi
Secondo la ricostruzione degli investigatori, intorno alle 00.30 del 1° ottobre i tre uomini si sarebbero presentati nell’abitazione della vittima, per poi prelevarla e condurla in un’area isolata nelle campagne di Ripi. Le ragioni dell’accaduto sono ancora oggetto di accertamento.
Una volta sul posto, l’uomo sarebbe stato raggiunto alle gambe da sei proiettili e successivamente colpito più volte. Gli aggressori lo avrebbero quindi lasciato nell’area dopo essersi impossessati del telefono cellulare e del portafoglio.
Le ricerche e il fermo dei tre indagati
Le indagini sono state avviate nell’immediatezza sotto il coordinamento della Compagnia Carabinieri di Frosinone, con il contributo operativo del NOR di Sora e delle Stazioni dell’Arma di Ripi, Ceccano, Torrice, Isola del Liri, Strangolagalli e Arpino.
L’attività investigativa e i controlli sul territorio hanno consentito di localizzare i tre uomini e bloccarli, nell’arco di poche ore, nei comuni di Strangolagalli e Veroli. Al termine delle formalità, i fermati sono stati trasferiti nella Casa Circondariale di Frosinone, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
Bossoli, telefoni e vestiti macchiati di sangue
Nell’area in cui si è verificata l’aggressione i Carabinieri hanno recuperato tre bossoli, un proiettile inesploso calibro 7.65 e alcuni frammenti di ogiva. Ulteriori elementi sono emersi durante le perquisizioni effettuate nelle abitazioni dei sospettati.
I militari hanno rinvenuto vestiti macchiati di sangue e quattro telefoni cellulari. Sono stati inoltre trovati un modico quantitativo di sostanza stupefacente, sostanze da taglio, materiale destinato al confezionamento delle dosi e alcuni documenti, ora al vaglio degli investigatori.
Due persone denunciate per favoreggiamento
Nell’ambito della stessa attività, i Carabinieri hanno denunciato in stato di libertà per favoreggiamento personale due residenti di Castelliri. Secondo quanto ricostruito, avrebbero inviato attraverso WhatsApp alcuni messaggi a uno dei fermati per avvertirlo delle ricerche avviate dalle forze dell’ordine.
Gli accertamenti proseguono anche per individuare l’arma da fuoco utilizzata nell’aggressione e chiarire gli aspetti ancora da definire, compresi i motivi alla base dell’episodio.
I tre uomini sottoposti a fermo e le altre persone coinvolte nel procedimento sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza.
Fonte: Comando provinciale Carabinieri di Frosinone
