giovedì 10 Gennaio 2019

«Siamo sulla bocca di tutta l’Italia!». Vergogna e rabbia a Cassino

Violenze, umiliazioni e mortificazioni ai danni di bambini dai tre ai cinque anni: la città martire è scioccata. Tutti i tg nazionali ne parlano e il danno di immagine, oltre alla vergogna, è incalcolabile.

«Nella mattinata di oggi personale della Polizia di Stato del Commissariato di PS Cassino ha dato esecuzione ad un’ordinanza di misure cautelari emessa dal Gip presso il Tribunale di Cassino dott. Salvatore Scalera nei confronti 2 maestre, di 54 e 63 anni, di una scuola dell’infanzia di Cassino per maltrattamenti continuati nei confronti di bambini loro affidati per cura e educazione. In particolare è stata loro applicata la misura interdittiva della sospensione dell’esercizio del pubblico ufficio di insegnante».

Questa la parte iniziale del comunicato stampa emesso dalla Polizia di Frosinone, relativamente alle indagini svolte dagli investigatori del Commissariato di Cassino a seguito di dichiarazioni raccolte dai genitori di uno degli alunni della scuola, i quali hanno riferito agli inquirenti che loro figlio «si mostrava riluttante ad andare a scuola, manifestando uno stato di ansia e disagio».

Le indagini sono naturalmente scattate subito, in quanto le vittime erano soggetti particolarmente vulnerabili e deboli, bimbi dai 3 ai 5 anni. Le investigazioni, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Cassino dott. Roberto Bulgarini Nomi, sono state mirate e si sono avvalse anche di strumenti tecnici.

I risultati, purtroppo, sono stati sconcertanti. Gli elementi emersi sono apparsi immediatamente di rilevante gravità: «le maestre – si legge nel testo della Polizia – assumevano quasi quotidianamente nei confronti dei piccoli alunni loro affidati comportamenti violenti, spintonandoli, strattonandoli, trascinandoli con forza, in alcuni casi percuotendoli con schiaffi alla testa, costringendoli, anche con la forza, a rimanere con il capo riverso sul banco, sottoponendoli a punizioni umilianti e pericolose per la loro incolumità (ad esempio mettendoli seduti in punizione sopra un mobile), ingiuriandoli, urlandogli contro (avvicinando loro il viso a quello dei bambini) e minacciandoli (proferendo nei loro confronti frasi del seguente tenore: “ti faccio sputare io per terra, animale; ti faccio cadere tutti i denti; se fai cadere l’acqua è meglio che ti scavi la fossa; adesso vado a prendere la corda e ti lego con la corda sulla sedia”)».

«Dalle indagini – conclude la Polizia di Stato – è emerso il connotato tipico dell’abitualità dei maltrattamenti delle due maestre il cui comportamento era caratterizzato da un atteggiamento vessatorio nei confronti dei bambini finalizzato a realizzare un metodo di educazione e apprendimento fondato sull’intimidazione e sulla violenza, psicologica e fisica, anche con ricorso ad irrisioni ingiustificate, offese e denigrazioni degli alunni, generando in tal modo un clima stabile di mortificazione».

La notizia è rimbalzata in ogni dove ed è stata ovviamente ripresa da tutti i Tg nazionali. «Siamo sulla bocca di tutta l’Italia!», commentavano oggi alcuni cittadini visibilmente contrariati. La speranza è che non si cada nell’associare il vergognoso e inqualificabile comportamento di poche persone all’intera comunità cassinate e, più in generale, della provincia di Frosinone.

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