SORA – Due cerimonie tra Sora e Cervaro per ricordare, a 82 anni dalla strage di Fiesole, i carabinieri Alberto La Rocca e Vittorio Marandola, Medaglie d’Oro al Valor Militare alla memoria. Le commemorazioni promosse dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Frosinone si sono svolte il 12 e il 16 agosto, ripercorrendo il sacrificio dei due militari ciociari e del collega Fulvio Sbarretti.

I tre carabinieri, poco più che ventenni, furono uccisi il 12 agosto 1944 a Fiesole dopo essersi consegnati al comando tedesco per evitare la fucilazione di dieci ostaggi civili. Pur avendo la possibilità di sottrarsi alla cattura, decisero di presentarsi consapevoli della sorte che li attendeva. I dieci civili ebbero salva la vita.

La commemorazione di Alberto La Rocca a Sora

Nel pomeriggio del 12 agosto la cerimonia dedicata ad Alberto La Rocca si è tenuta nella sua città natale. Erano presenti il comandante provinciale dei Carabinieri di Frosinone, colonnello Gabriele Mattioli, Luca Palombini in rappresentanza del Prefetto di Frosinone, il sindaco di Sora e presidente della Provincia Luca Di Stefano, Alberto La Rocca, detentore della medaglia, i familiari del decorato e le rappresentanze delle associazioni combattentistiche e d’Arma, insieme alle istituzioni locali e ai cittadini.

Il ricordo è iniziato al cimitero comunale, con la deposizione di una corona di fiori sulla tomba monumentale del carabiniere. Un secondo omaggio floreale è stato tributato alla lapide collocata nella sede del Comando Compagnia Carabinieri di Sora.

La commemorazione è proseguita nella Chiesa di Santa Restituta, dove è stata celebrata una funzione religiosa in memoria della Medaglia d’Oro.

A Cervaro il ricordo di Vittorio Marandola

La mattina del 16 agosto le celebrazioni si sono spostate a Cervaro, paese legato alla figura di Vittorio Marandola. Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il colonnello Gabriele Mattioli, Luca Palombini, il sindaco di Cervaro e l’amministrazione comunale, i familiari del carabiniere e il detentore della Medaglia.

Presenti anche il sindaco di Villa Santa Lucia Orazio Capraro, la sindaca di Sant’Apollinare Monica Del Greco e le rappresentanze delle associazioni combattentistiche e d’Arma.

Il corteo ha attraversato diversi luoghi legati alla memoria di Marandola. In Piazza Medaglia d’Oro è stata deposta una corona d’alloro, mentre un altro omaggio si è svolto in Piazzetta Marandola. La commemorazione ha interessato anche la casa natale e i monumenti dedicati al carabiniere nella contrada che porta il nome della sua famiglia.

In Piazza Casaburi, davanti alla stele commemorativa, l’Arma ha deposto una composizione floreale. Sono seguite la benedizione, la preghiera e gli onori militari al decorato, alla presenza dei gonfaloni e del Tricolore.

Mattioli ricorda la scelta dei tre carabinieri

Durante le commemorazioni, il colonnello Gabriele Mattioli ha richiamato il carattere consapevole della decisione presa da Vittorio Marandola, Alberto La Rocca e Fulvio Sbarretti. Il comandante provinciale ha ricordato come i tre militari conoscessero le conseguenze della loro scelta quando decisero di consegnarsi per impedire l’uccisione dei civili.

Una decisione accostata idealmente dal comandante alla figura del vice brigadiere Salvo D’Acquisto. Mattioli ha inoltre posto l’accento sulla trasmissione della memoria alle nuove generazioni.

«Anche a distanza di 82 anni, quando vengono pronunciati i nomi di Vittorio Marandola, Alberto La Rocca e Fulvio Sbarretti, vi sarà sempre qualcuno pronto a rispondere idealmente “Presente”, affinché il loro esempio continui a essere trasmesso alle nuove generazioni», ha concluso il colonnello.

Il messaggio del ministro Crosetto

Alle celebrazioni è giunto anche un messaggio del ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha ricordato la scelta compiuta dai tre carabinieri nel momento in cui avrebbero potuto tentare di salvare la propria vita e decisero invece di consegnarsi per gli ostaggi.

Nel suo messaggio, Crosetto ha richiamato in particolare le nuove generazioni e la necessità di trasformare la memoria in responsabilità, ricordando il valore della libertà, della sicurezza e della democrazia e il sacrificio di quanti le hanno difese.

Anche il sindaco di Cervaro ha ribadito il legame della comunità con Vittorio Marandola, rivolgendo un pensiero ai bambini e ai giovani presenti alla commemorazione.

Fonte: Comando provinciale Carabinieri di Frosinone