CORONAVIRUS

"Vi spiego il Covid": il testamento di Dario Marras, 32 anni, malato di tumore e portato via dal virus

Una settimana prima di morire ha scritto un lunghissimo post su Facebook: «Se tenete alla vostra vita e a quella dei vostri famigliari mettetevi la mascherina e seguite le regole. Ve lo dico io che in questi anni ne ho passate tante, apparentemente peggiori rispetto al Covid, ma non è cosi: questo virus è invisibile, arriva e non importa se sei giovane, adulto o anziano, se sei mamma, babbo o nonno, lui arriva e ti entra dentro e aspetta il momento giusto per manifestarsi».

non c’è più. Questo strepitoso ragazzo di Tempio Pausania, da tempo alle prese con un tumore, è stato colpito anche dal Coronavirus. Dall’ospedale di Sassari, sua ultima tappa prima di volare via, ha scritto un lungo struggente post sul suo profilo Facebook, spiegando dettagliatamente tutti i dettagli della malattia che sta affliggendo tutto il mondo. Lo riportiamo integralmente di seguito abbracciando idealmente la famiglia di questo straordinario giovane.

«Vi spiego il covid magari vi apre gli occhi! Dopo aver fatto il nuovo ciclo di chemioterapia ritorno finalmente a casa… primo giorno e pure il secondo tutto bene, poi qualcosa cambia, inizia ad aumentare la temperatura, prima 38 poi 39, penso sicuramente sono gli effetti collaterali della terapia, la temperatura dopo un giorno scende ritornando a valori normali, ma subentra un altro problema: la saturazione inizia a scendere, 93, 87, 85, 80… sento un fastidio al petto come un oppressione quando respiro e la sensazione che ci sia del muco che si muove, inizio a pensare che dovrei chiamare il pronto soccorso e così la sera stessa lo faccio.

Arriva ambulanza con medico e infermieri bardati come giusto che sia, poche domande essenziali e partiamo, arrivati al pronto soccorso iniziano la solita routine, doppio tampone (uno rapido e uno da inviare a sassari) mi spostano in una tenda e attendiamo esito del primo tampone (quello rapido). Ci vorranno ore e nel frattempo medici e infermieri cercano di stabilizzarmi almeno saturazione con l’utilizzo di ossigeno ecc ecc.

Sono abbastanza sereno per l’esito visto che essendo un paziente oncologico e molto scrupoloso sulla tutela della mia salute (mascherina ovunque, sia io sia i miei familiari,anche a casa e isolato in stanza) invece arriva la prima bomba. Primo tampone POSITIVO. A me? Penso…io positivo? Increduli anche i medici, si pensa sia un falso positivo, a volte capita, e attendiamo il secondo, l’ansia inizia a salire e la saturazione a scendere pur avendo ossigeno sparato al massimo. Cerco di tranquillizzarmi, passano ore e ore e finalmente sento la voce dell infermiera che chiama il medico nella tenda CONFERMATO. Seconda bomba esplosa.

E ora? Io che da sempre sono stato un tipo dal carattere forte inizio a vacillare, dentro me salgono pensieri, vista la mia situazione clinica già delicata penso… questa è la fine? Sono arrivato al capolinea? Intanto la saturazione non sale e per fortuna nemmeno scende, prendo il cell in mano e mando messaggi alle persone a me più care, non so cosa mi aspetta nelle prossime ore, almeno seppur dal cell sono riuscito a salutarli… poi cerco di rilassarmi, passano altre ore e se prima ho iniziato a vacillare ora sto ritornando a essere quello di sempre, determinato ad affrontare anche questa sfida. Si cerca un posto in un reparto adatto ai pazienti covid, Sassari pieno, Olbia pieno, Nuoro pieno, per Olbia forse il giorno dopo ci sarà un posto. Così si decide di passare la notte al pronto soccorso , in barella e in isolamento, attendendo novità. Successivamente vengo trasferito a Olbia dove vengo adeguatamente seguito con attrezzature adatte a pazienti Covid. Questo è un riassunto di ciò che avviene se uno NON è asintomatico e ha i primi sintomi.

Detto questo voglio fare un APPELLO a tutti voi che avete letto, METTETE LA MASCHERINA E IGENIZZATEVI LE MANI SPESSO, EVITATE CONTATTI con altre persone e uscite solo se necessario, gente ve lo dico io che in questi anni ne ho passate tante, apparentemente peggiori rispetto al Covid, ma non è cosi, questo virus è invisibile, arriva e non importa se sei giovane, adulto o anziano, se sei mamma, babbo o nonno, lui arriva e ti entra dentro e aspetta il momento giusto per manifestarsi.

Quello che si prova quando questo avviene è terrificante, sei inerme, non puoi fare nulla , puoi muoverti sì ma il respiro è corto, la saturazione scende, ti sembra di annegare come in un incubo con la differenza che dall’incubo ti puoi svegliare e tutto va bene, nella realtà no! Devi aspettare secondi interminabili fino a che il tuo corpo non riprende a funzionare (piano piano) in maniera normale. Ti senti morire! E questo non capita solo una volta, no! Nell’arco della giornata può capitare anche 10 volte, ogni volta sembra sempre peggio, più forte , più tremenda.

Ecco cosa è il coronavirus.

Ribadisco se tenete alla vostra vita e a quella dei vostri famigliari METTETEVI LA MASCHERINA E SEGUITE LE REGOLE. Ora mi sento il dovere di spendere due parole rivolte al pronto soccorso di TEMPIO e ai suoi medici, infermieri e operatori sanitari i quali si trovano tutti i giorni ad affrontare questo problema senza avere attrezzature ,reparti isolati e quant’altro adatto nel trattamento di pazienti Covid, a loro va il mio ringraziamento dal profondo del cuore perché probabilmente (non sto esagerando ma sono realista) senza la loro professionalità, gentilezza e determinazione in quello che fanno, con il minimo indispensabile a disposizione, non avrei potuto scrivere questo post né oggi né mai. Grazie per avermi stabiliazzato e salvato la vita.

Un ringraziamento lo faccio anche all’ospedale Giovanni Paolo 2° di Olbia dove prontamente, appena si è liberato un posto nel reparto di isolamento per pazienti Covid, hanno subito avvisato e avviato così il mio trasferimento nella struttura dove sono stato professionalmente e adeguatamente seguito e curato. grazie di cuore anche a voi. Ringrazio anche amici, parenti e tutti colori che mi hanno scritto un messaggio di conforto e vicinanza, UNO anche se pur caratterialmente forte e determinato, se è DA SOLO non è NESSUNO, con voi vicino invece tutto è un po’ più semplice. Grazie.

Un ultimo ma non meno importante va a te che da quando ho intrapreso tutto questo percorso non mi hai mai lasciato solo, sei sempre stata vicino, mi hai aiutato a superare tutte le difficoltà che mi si sono presentate, con la tua testardaggine e le tua parole dirette ma dette col cuore, senza di te sarebbe stato davvero davvero tutto molto più difficile, mi sento fortunato ad averti vicino. Sono determinato a mantenere quella promessa che ti ho fatto e niente e nessuno potrà impedirmelo. Grazie.

Attualmente sono a Sassari ricoverato in pneumologia continuando la cura e il percorso di guarigione, è dura andare avanti, però non si molla mai di un millimetro… occhi puntati sull’obiettivo finale… GUARIRE! Questa è la mia attuale esperienza alle prese con il Covid , e queste sono le sensazioni provate, e che ancora provo, ho cercato di essere più esplicito possibile perché il messaggio arrivi. Non lo reputo un messaggio per incutere timore, non vedetelo così, il mio deve passare come un messaggio di chi lo sta provando sulla propria pelle.

Grazie se avete letto fino a qui spero di avervi trasmesso qualcosa e magari aperto nuove opzioni su come vedere tutta questa situazione. Se lo ritenete opportuno condividetelo, magari anche voi riuscirete ad aprire la mente a qualcuno che ancora non crede che tutto questo sia vero.

Dario».

Fonte: Sora24

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