CRONACA

Arpino: presentato il libro di Bernardo Maria Giovannone

"LA MIA STRAORDINARIA AVVENTURA DI DIRIGENTE SCOLASTICO - COME HO SALVATO IL CONVITTO NAZIONALE TULLIANO".

«Una serata per la presentazione del mio libro veramente speciale presso la spettacolare location del Castello di Ladislao della Fondazione Mastroianni il cui Presidente ci ha accolto in modo encomiabile e che ringrazio di vero cuore. Hanno parlato per i saluti istituzionali Il Sindaco di Arpino Renato Rea, il Presidente della Fondazione Mastroianni Andrea Chietini, Il Presidente della Pro-Loco di Arpino Luciano Rea. Sul testo sono intervenuti Marco Chiappini Docente dell’ I.I.S “Tulliano”, Daniele Del Monaco già genitore dell’I.C. ”Cicerone”, Raffaele Cantone, Magistrato e Già Presidente dell’ANAC( Autorità Nazionale Anticorruzione) ed io stesso, autore del libro.

Le parole spese sul libro e nei miei confronti per il lavoro svolto nella scuola mi hanno emozionato e riempito di orgoglio. Mi hanno colpito in modo particolare quelle di apprezzamento sulla capacità di fare squadra per sprigionare il massimo di energie per ottenere un’offerta formativa di alta qualità e sulla capacità di ascolto per indurre un ambiente sereno su cui innestare un lavoro fatto di orgoglio di appartenenza ed entusiasmo.

Sono anche stato contento del fatto che mi sia stata riconosciuta la capacità di guardare lontano ma con obiettivi realizzabili organizzando una scuola aperta tutti i giorni dalla mattina alla sera con una serie di attività (assistenza allo studio, nuoto, inglese, teatro, musica, ceramica etc) e soprattutto aperta al territorio perché essa è parte integrante e fondamentale dello stesso.

Il grado di civiltà di una comunità si misura dalla scuola che ha, ma per renderla all’altezza bisogna uscire dagli schemi ammuffiti e vecchi da piccoli burocrati e assumersi delle responsabilità come quella della riapertura del convitto nazionale morto e sepolto che ho dovuto resuscitare e rilanciare nonostante la chiusura dell’edifico per ristrutturazione. I relatori mi hanno riempito di gioia quando hanno detto che le nuove linee guida del governo parlano di questa scuola che io ho già messo in campo diversi anni fa precorrendo i tempi.

Mi è anche piaciuto quando gli intervenuti hanno sottolineato che il mio modo di agire come dirigente evidenziava una vera e propria “humanitas” che mi rendeva degno rappresentante di quegli ordinamenti scolastici incardinati nel nome “Cicerone” e nell’aggettivo “Tulliano”, intesi come norma di vita e soprattutto strumento di arricchimento di umanità e di moralità.

Un altro passaggio che mi ha colpito è stato: «Arpino, il suo Istituto Comprensivo ed il Convitto possono certamente ergersi ad una a sorta di modello per la capacità di fare tutt’uno con la società civile e con i cittadini di un piccolo centro che non si è cullato nell’idea di andar fiero di aver dato i Natali a Cicerone. Il libro è un regalo che Dino ha inteso fare a tutta la comunità educante e sociale, non solo locale; è la prova tangibile, infatti, di come impegno, passione e capacità possono produrre risultati tangibili nella vita quotidiana e perciò forse da considerarsi eccezionali, di cui è giusto avere testimonianza per poterne andare fieri. Dunque Il libro non è una semplice e fredda cronistoria di fatti e vicende ma è esso stesso una storia autonoma che trasuda in ogni sua pagina passione e amore». (Cantone)

Bernardo Maria Giovannone

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