CASSINO – Si intitola “Logica ad arte” la mostra antologica dedicata a Karpuseeler, in programma dal 27 giugno al 27 settembre 2026 negli spazi del Camusac – Cassino Museo d’Arte Contemporanea. L’esposizione, curata da Bruno Corà, arriva dopo la mostra “Terra Felix”, dedicata alle opere fotografiche di Brunella Longo.

Il percorso espositivo ripercorre le principali fasi della ricerca dell’artista, figura emersa nei primi anni Ottanta nell’ambito dell’Accademia di Belle Arti di Perugia, tra gli allievi del pittore Nuvolo, nome d’arte di Giorgio Ascani. Proprio a Città di Castello, luogo natale del maestro, sono in corso le celebrazioni per il centenario della nascita.

Il percorso artistico di Karpuseeler

Fin dagli esordi, Karpuseeler si è distinto per un approccio razionale e concettuale all’arte, orientato più alla costruzione di un codice che alla dimensione emotiva. La sua ricerca si è inizialmente concentrata sui nastri perforati delle telescriventi, dai quali l’artista ha tratto anche gli errori come elementi di elaborazione visiva e concettuale.

Lo studio della filosofia del linguaggio, con particolare riferimento a Ludwig Wittgenstein, della teoria dell’informazione di John R. Pierce e della cibernetica ha indirizzato il lavoro dell’artista verso l’impiego del linguaggio binario. Da questa fase nascono i primi “Quadri logici” del 1982 e le prime “Tautologie”, realizzate tra il 1982 e il 1983.

Dalla logica al suono

Nel corso degli anni Ottanta, la ricerca di Karpuseeler si è ampliata verso l’acustica e la visualizzazione del suono. A questa fase appartengono opere come “Anoir”, “Eblanc”, “Irouge”, “Uvert” e “Obleu”, realizzate nel 1987 a partire dal pronunciamento delle “Voyelles” di Arthur Rimbaud.

Le opere, fisicizzate in legno tornito e dotate di specchi convessi sulle sommità, testimoniano il passaggio da un’indagine sul linguaggio a una riflessione sulla forma generata dal suono. Alla stessa stagione appartengono lavori significativi come “Sorite è del sorite”, “Al lago”, “L’Orealtà”, “Il Varano di Komodo” e “I miei pensieri sono tornati”.

Le Voci, i Silenzi e le opere più recenti

Tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta entrano nel repertorio plastico di Karpuseeler due nuclei centrali della sua produzione: “Voce”, del 1989, e “Silenzio”, del 1990. Le “Voci”, realizzate in legno o in acciaio, superano la bidimensionalità pittorica e si sviluppano attraverso forme tornite, convesse e affusolate.

Ai lavori dedicati alla voce si affiancano i “Silenzi”, opere in vetroresina, legno o altri materiali opachi, caratterizzate da una forte verticalità. Nella seconda metà degli anni Novanta si collocano anche opere come “Triagono”, “Quadragono” e “Pentagono”, mentre nella produzione più recente si distinguono la serie dei “Puzzle”, con d’après dedicati a maestri del passato, e alcuni “Formandi”.

Premi e informazioni sulla mostra

Nel corso della sua attività, Karpuseeler ha ricevuto il Premio Internazionale di Scultura Umberto Mastroianni nel 1997 con l’opera “Grande silenzio bianco”, collocata a Cuneo nel 1999. Nel 2000 una sua opera, “Circostanze”, è stata installata in modo permanente al Parco letterario Horcynus Orca di Messina.

L’artista vive e lavora a Perugia. Per la mostra al Camusac è in preparazione una pubblicazione con un saggio critico di Bruno Corà, una scelta di contributi storico-critici, testi dell’artista e apparati bio-bibliografici sull’intera attività. Per informazioni è possibile rivolgersi alla segreteria del museo tramite l’indirizzo info@camusac.com o ai numeri 335 1268238 e 389 5423261.