CASSINO – La Villa Comunale di Cassino è stata sottoposta a sequestro preventivo nell’ambito dell’indagine sui lavori di rifunzionalizzazione dell’area verde, finanziati con fondi europei del Pnrr. Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Cassino, su richiesta del Procuratore Europeo Delegato di Roma.

A eseguire il decreto sono stati i Carabinieri Forestali del Gruppo di Frosinone, attraverso il Nipaaf, insieme ai Nuclei Operativi Ecologici di Roma e Latina. Secondo quanto emerso dalle indagini, nel corso dei lavori sarebbero state smaltite ingenti quantità di rifiuti all’interno del cantiere cittadino.

Il materiale usato nei lavori

Il capitolato d’appalto per la riqualificazione e la sistemazione a verde del parco pubblico prevedeva la fornitura e la posa in opera di terreno coltivo privo di infestanti, residui vegetali e litoidi, con un contenuto minimo di sostanza organica del 2%. Il materiale era stato regolarmente indicato e prezzato nei computi metrici del progetto.

Secondo l’ipotesi investigativa, al posto del terreno previsto sarebbero stati conferiti circa 6.886 metri cubi di materiale qualificato giuridicamente come rifiuto, proveniente dalla lavorazione meccanica di rifiuti da demolizione e costruzione. Il materiale sarebbe stato documentato come aggregato recuperato, secondo la formula End of Waste.

Le contestazioni economiche

Dagli accertamenti sarebbe emerso che il materiale veniva conferito e acquisito a titolo gratuito. Questa modalità, secondo gli investigatori, avrebbe consentito di eludere le prescrizioni previste per la tracciabilità e la gestione dei rifiuti.

La condotta contestata avrebbe prodotto un duplice vantaggio: da una parte l’azzeramento dei costi di regolare smaltimento in discarica, dall’altra la possibilità di ottenere il pagamento dall’ente pubblico per la fornitura di terreno coltivo che, secondo l’accusa, non sarebbe mai stato consegnato.

Le analisi sul terreno

Le verifiche avrebbero evidenziato anche un potenziale rischio per la salute pubblica. I sopralluoghi effettuati dalla Direzione dei Lavori avevano già rilevato la presenza diffusa di scarti di vetro, materiali estranei e detriti nel terreno steso nell’area interessata.

Le successive analisi chimico-fisiche di laboratorio avrebbero confermato la contaminazione del materiale di riporto. In particolare, le concentrazioni di metalli pesanti, tra cui berillio, selenio, arsenico e stagno, sarebbero risultate superiori alle Concentrazioni Soglia di Contaminazione previste dalla legge per i siti a uso verde pubblico, residenziale e privato.

Gli indagati e i sequestri

L’Autorità Giudiziaria ha formulato le ipotesi di reato di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, realizzazione di discarica abusiva e tentata truffa ai danni del Comune di Cassino. Nell’indagine risultano coinvolti quattro imprenditori, amministratori di tre società operanti tra Lazio, Molise e Campania, oltre a tre persone tra amministratori pubblici e tecnici incaricati della gestione dell’appalto.

Il sequestro preventivo riguarda l’area della Villa Comunale interessata dal deposito del materiale. Sono stati inoltre sequestrati 10 veicoli utilizzati per il trasporto. Sono in corso perquisizioni e decreti di esibizione presso le sedi legali e operative delle società coinvolte, negli uffici dell’ente appaltante e negli studi dei professionisti incaricati, con acquisizione di documentazione amministrativa e contabile, anche su supporti informatici e smartphone.

Le indagini proseguono per definire tutte le responsabilità e pianificare le opere di bonifica ritenute necessarie a tutela della comunità. Gli indagati, allo stato, sono da considerarsi solamente indiziati di delitto e la loro posizione sarà valutata dall’autorità giudiziaria. L’eventuale responsabilità potrà essere accertata solo con sentenza definitiva, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.

Fonte: Comando provinciale Carabinieri di Frosinone