FROSINONE – Le condizioni del fiume Cosa arrivano all’attenzione del Governo. Filiberto Zaratti, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, raccogliendo le segnalazioni relative alle criticità ambientali riscontrate lungo il corso d’acqua.

L’iniziativa è sostenuta da AVS e Possibile Frosinone e prende le mosse dalle denunce avanzate da cittadini, comitati e associazioni ambientaliste, tra cui il circolo Legambiente Frosinone “Il Cigno” e Schioppo Bene Comune. Nei giorni scorsi anche organi di informazione hanno riportato segnalazioni relative alla presenza di melma sul fondale, alla carenza della rete fognaria e alla presenza di rifiuti nell’area dello Schioppo.

Le criticità segnalate lungo il fiume Cosa

Secondo quanto riportato nel documento politico, le situazioni più problematiche interesserebbero in particolare Castelmassimo e la zona delle Cascate dello Schioppo. Tra le questioni sollevate figurano la mancanza della rete fognaria pubblica primaria in alcune aree e il sospetto di scarichi irregolari nel corso d’acqua.

A queste criticità, secondo le associazioni, si aggiungerebbero i residui legati alla lavorazione stagionale delle olive, gli effetti della siccità e presunte captazioni abusive. Viene inoltre segnalata la presenza sul fondale di una melma scura che, secondo quanto denunciato, avrebbe conseguenze sull’ecosistema e sulla fauna acquatica.

Nell’area dello Schioppo, infine, le associazioni riferiscono del riaffiorare, in occasione delle piene, di materiali provenienti da vecchi accumuli di rifiuti, tra cui plastica, pneumatici e anche amianto. L’area è stata interessata nel tempo da iniziative di pulizia promosse da Legambiente Frosinone e Schioppo Bene Comune.

Le richieste rivolte al ministro Pichetto Fratin

Con l’interrogazione, Zaratti chiede al ministro Pichetto Fratin quali iniziative siano previste per verificare le condizioni del fiume Cosa. Tra le richieste figurano campionamenti e analisi delle acque con pubblicazione dei risultati, oltre a informazioni sui sistemi di controllo contro eventuali sversamenti e captazioni illegali.

Viene inoltre chiesto al Governo di fare il punto sull’esistenza e sui tempi di un piano per il completamento della rete fognaria nei territori indicati nel documento, tra Frosinone, Veroli, Alatri e Anagni, e sullo stato degli interventi relativi al Sito di Interesse Nazionale Bacino del Fiume Sacco.

«Non possiamo permettere che il fiume Cosa venga definitivamente trasformato in una fogna a cielo aperto, proprio mentre le istituzioni locali sbandierano l’imminente riqualificazione del parco fluviale», afferma Zaratti nel testo diffuso.

Il tema della bonifica della Valle del Sacco era già stato oggetto, nell’aprile scorso, di un’altra iniziativa parlamentare di AVS rivolta allo stesso ministro.