FROSINONE – La Polizia di Stato ha denunciato una giovane donna residente in provincia, al termine di un’attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile, nell’ambito di un’indagine legata a presunti investimenti in criptovalute.

Indagini e ricostruzione dei fatti

Secondo quanto emerso, nei confronti della giovane sarebbero stati raccolti gravi indizi di colpevolezza in relazione al reato di truffa. Gli accertamenti svolti dagli investigatori hanno consentito di individuare un conto corrente bancario a lei intestato, sul quale confluivano somme ritenute provento di operazioni sospette.

Le indagini hanno preso avvio da una segnalazione che ha portato gli agenti ad approfondire una serie di movimentazioni finanziarie riconducibili a presunte attività illecite nel settore delle criptovalute.

Il meccanismo degli investimenti online

Dalla ricostruzione effettuata, la donna avrebbe aderito a un contratto di lavoro online, ricevendo l’incarico di effettuare operazioni finanziarie in criptovalute. Per tali attività le sarebbe stata riconosciuta una percentuale sugli investimenti, con guadagni giornalieri stimati tra i 150 e i 200 euro.

Secondo quanto dichiarato, la giovane avrebbe operato utilizzando account e credenziali forniti da un presunto datore di lavoro, gestendo direttamente le transazioni richieste.

Presunzione di innocenza

Resta fermo che la persona coinvolta è, allo stato attuale, soltanto indiziata di reato. La sua posizione sarà valutata nelle sedi competenti e potrà essere definita solo con una sentenza definitiva.

Il procedimento si inserisce nel rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza, che garantisce i diritti dell’indagato fino all’eventuale accertamento definitivo delle responsabilità.

Fonte: URP Questura di Frosinone