CRONACA

PNRR, la nota della Federazione Ordini Architetti PPC Lazio

«Il Governo corregge la "svista" che escludeva gli architetti dal piano di rilancio del nostro paese, ma il problema è culturale».

Oltre mille professionisti destinati a contribuire alla sfida per la crescita del Paese nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Verranno assunti in tutta Italia per supportare gli enti locali nella gestione delle procedure legate al PNRR: di questi 76 unità, destinate ad aumentare, saranno a disposizione del Lazio. Le Regioni e province autonome, secondo la bozza di DPCM, dovranno definire in via preliminare, entro il 25 ottobre 2021, le assegnazioni ed i fabbisogni in termini di profili professionali, presentando i piani territoriali entro il 5 novembre.

“Ottima notizia che fa ben sperare” afferma la Federazione degli Ordini degli Architetti PPC del Lazio, che aggiunge: “se non fosse che l’investimento 2.2 del PNRR che, entro il 31 dicembre 2021, prevede il completamento della procedura di assunzione di un pool di 1000 esperti, da impiegare a supporto delle amministrazioni nella gestione delle nuove procedure per fornire assistenza tecnica, abbia escluso in una prima “elencazione esemplificativa” dai gruppi di procedure individuate, la figura dell’Architetto, Pianificatore, Paesaggista e Conservatore. Arriva come un duro colpo, una grave scorrettezza nei confronti della nostra categoria professionale, che dimostra quanto sia ancora difficile nel nostro Paese il riconoscimento di chi, per formazione universitaria e attività lavorativa è dedito alle strategie di valorizzazione territoriale, alle procedute edilizie, urbanistiche, paesaggistiche e ambientali, ad attività che hanno come fulcro aspetti che evidenziano quanto la nostra figura ha rappresentato un nesso inscindibile nello sviluppo di città e territori”.

“Con la Circolare n. 96 del 19.10.2021 – aggiunge la Federazione – il nostro Consiglio Nazionale rappresenta che lo stesso ha già segnalato, ai Ministri e autorità competenti, l’assenza della categoria professionale degli architetti all’interno del prospetto 2 allegato alla bozza di DPCM, in violazione dei più elementari principi di libera concorrenza, non discriminazione, trasparenza e proporzionalità, che sono alla base del conferimento degli incarichi predetti. A seguito delle rimostranze della nostra categoria, il 18 ottobre il ministro Renato Brunetta con una nota al dicastero scrive ‘”In risposta ai timori espressi da alcune categorie professionali, il Dipartimento della Funzione pubblica ribadisce che tutti i professionisti, sia quelli legati agli Ordini professionali, sia quelli delle categorie cosiddette “non ordinistiche”, saranno coinvolti nella realizzazione dei progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza”.

“Si tratta di un ‘equivoco’, come lo stesso Ministro precisa, oppure siamo di fronte ad un problema di carattere culturale in cui la nostra figura non è più ritenuta ‘indispensabile’, la società ha dimenticato il nostro impegno nella ricerca sociale, ideale o delle visioni future? Oppure siamo noi che abbiamo abbandonato le nostre ricerche su temi sociali per rivolgerci alla sola committenza? O ancora, la nostra dimensione culturale infastidisce chi vuole una risposta senza una vera ricerca per cui sono utili solo professionisti servienti? Ripartire da queste domande e cercare le risposte nel confronto pubblico e collettivo è indispensabile per dare nuovamente spazio e credibilità alla nostra professione. Dobbiamo rilanciare il dibattito urbanistico e della pianificazione territoriale, piuttosto che svilirci sui tempi degli uffici pubblici e rincorrere una burocrazia che non guarda più come sta evolvendo la società.
Dobbiamo intervenire con forza culturale sugli aspetti ambientali, politici, sociali ed economici che stanno cambiando le modalità di vivere gli spazi pubblici e privati”.

Gli iscritti agli Ordini professionali, qualora interessati, possono sottoporre le proprie candidature per i predetti incarichi, ricorrendo al portale del reclutamento della PA (https://www.inpa.gov.it/).

“Comunque un segnale tangibile ed evidente che qualcosa non funziona per noi Architetti PPC! Per troppo tempo siamo stati penalizzati da una comunicazione inadatta, dalla costante sovrapposizione con altre figure professionali con cui siamo quotidianamente posti in concorrenza e che spesso vengono giudicate più concrete; la condivisione di alcune competenze con altri professionisti ha, infatti, contribuito a marginalizzare progressivamente la percezione della nostra figura. Un’efficace comunicazione è di assoluto interesse pubblico di cui noi siamo chiamati a garantire la difesa in prima persona; per una così importante missione si deve pretendere un adeguato riconoscimento sociale, in virtù della grande responsabilità che tutto ciò porta con sé. Auspico che si tratti veramente di una “svista”, di una dimenticanza comunque non giustificata.” – sottolinea Paolo Vecchio, Presidente della Federazione OAPPC Lazio – “Per colmare il divario che ci ha relegati a figura marginale occorrono azioni ponderate e costanti che possano essere recepite in modo capillare e che incidano in modo progressivo anche sul necessario cambiamento culturale, sia per garantire la riaffermazione del nostro ruolo nella società, sia per perseguire l’abolizione di qualsiasi pregiudizio in ambito professionale”.

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