POLITICA

Recupero dei siti industriali abbandonati, al via il progetto di recupero. Si parte con una mappatura

De Angelis: «Riportiamo la luce dove c’era il buio. Le aree industriali dismesse potrebbero infatti essere riutilizzate dalle nuove realtà imprenditoriali che si affacciano sul mercato o da quelle che hanno necessità di ampliare la sede esistente. Un ritorno alla produzione e all’occupazione».

Una mappatura dei siti industriali dismessi che interessi l’intero territorio regionale e che costituisca la base di un progetto che favorisca il sostegno alla competitività attraverso il loro recupero e successiva valorizzazione.

Il consiglio di amministrazione del Consorzio Industriale del Lazio ha dato mandato al CER, il Centro Europa Ricerche, per una ricognizione sulle aree produttive, dal momento che la massiccia presenza di siti dismessi costituisce un problema rilevante sia in termini ambientali e di decoro del territorio.

Il lavoro sarà articolato e si partirà con il censimento dei siti esistenti, incrociando le informazioni del Mise e quelle contenute nel Registro imprese della Camera di Commercio. Si procederà quindi con la realizzazione delle schede tecniche dei siti individuati con una verifica catastale e, successivamente, con la realizzazione di una mappatura complessiva all’interno della quale i siti oggetto di indagine verranno classificati sulla base dell’immediata disponibilità degli stessi, distinguendo tra quelli subito riutilizzabili in termini edili, giuridici e ambientali, e quelli invece che necessitano di preliminari attività di recupero e messa in sicurezza.

Infine si procederà con la progettazione di una piattaforma informatica appositamente predisposta che fungerà da vero e proprio “Atlante” delle aree in disuso, particolarmente utile per chi vorrà investire. Esiste una legge, la 488/1998, che all’articolo 63 indica come sia consentito ai Consorzi industriali di riacquisire aree già destinatarie di agevolazione pubblica, per poterle poi offrire sul mercato a condizioni particolarmente vantaggiose, scontando dal costo dell’investimento l’ammontare degli incentivi ricevuti in passato.

La legge è stata applicata, per la prima volta, per il progetto pilota della ex Videocon, nell’agglomerato industriale di , con l’obiettivo, ora in corso, della reindustrializzazione. Stessa procedura è stata applicata per alcuni siti della provincia di Latina già riassegnati ad altre aziende (Finsiel, S.I.L.L.A., Tvr Tecnologie Vetroresina, Gambro e Well Logistica).

«Vogliamo riportare la luce dove c’era il buio. – ha commentato il presidente del Consorzio Industriale del Lazio, – Non è un segreto come i siti industriali dismessi costituiscano un serio problema dal punto di vista ambientale e di decoro del territorio. Intanto perché l’abbandono di aree produttive, soprattutto se dedicate ad alcune particolari attività, lascia in eredità fenomeni di contaminazione pericolosi per l’ambiente; in secondo luogo perché la presenza di capannoni abbandonati costituisce un pesante danno in termini paesaggistici. La ratio che ha guidato il progetto di recupero parte esattamente da qui, considerando che una delle mission del Consorzio è proprio questa e che un intervento sistematico di messa in sicurezza, di recupero e di valorizzazione dei siti abbandonati, oltre che auspicabile sotto il profilo ambientale, rappresenta al contempo un’occasione di rilancio per l’economia del territorio: le aree industriali dismesse potrebbero infatti essere riutilizzate dalle nuove realtà imprenditoriali che si affacciano sul mercato o da quelle che hanno necessità di ampliare la sede esistente. Un ritorno alla produzione e all’occupazione».

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