Grande partecipazione di pubblico per la seconda serata dell’Asprano Book Festival, la rassegna letteraria promossa dall’associazione culturale Le Tre Torri, che porta libri e autori nei luoghi più suggestivi del territorio. Protagonista dell’evento, ancora una volta, la città di Roccasecca, che ha ospitato la presentazione del libro di Pompeo Di Fazio, “Chiglie de ncoppa, i chiglie d’atterra”.

Identità, ironia e tradizione nei racconti di Di Fazio

Ambientato tra il centro storico e lo Scalo, il volume affronta con ironia – e senza velleità scientifiche – le storiche rivalità tra gli abitanti delle due anime della città. Una narrazione leggera e affettuosa che ha saputo coinvolgere il pubblico della piazzetta medievale del Castello, dove Di Fazio ha raccontato la genesi e il significato del suo ultimo lavoro.

Accanto all’autore, hanno animato il dibattito il giornalista Fernando Riccardi, lo scrittore Alessandro Marcuccilli e l’appassionato promotore culturale Roberto Giannitelli. A moderare la serata Fabrizio Torriero, presidente della Pro Loco, mentre Tommasino Marsella ha impreziosito l’incontro con la recitazione di poesie in dialetto tratte dalle opere di Mario Izzi, Aldo Iorio e Romano Filancia.

Un omaggio a Roccasecca e alle sue radici

Presente anche il sindaco di Roccasecca, Giuseppe Sacco, che ha portato il saluto istituzionale alla manifestazione. Emozionato e visibilmente grato, Pompeo Di Fazio ha commentato così la serata: «Una bella serata in un posto dal fascino millenario, per provare a raccontare la mia terra, le sue particolarità, le sue angolature, gli spigoli sui quali andare a sbattere, ma anche dove aggrapparsi per continuare a camminare».

«Circondato dalla maestosità delle pietre di Roccasecca e dalla storia che custodiscono, di fronte alla gente che mi ha visto nascere e crescere, alla mia famiglia, a Laura, a mia figlia Elisa, è stata per me un’emozione unica, di quelle che ti fanno scoppiare il cuore» ha aggiunto l’autore, ringraziando calorosamente i presenti e chi lo ha affiancato durante la serata.

«“Chiglie de ncoppa, i chiglie d’atterra” non è un trattato di scienza o di antropologia: è una dichiarazione d’amore alla mia città e un invito a salvaguardarne la memoria e l’identità. Perché de ncoppa o d’atterra, Roccasecca è bella tutta» ha concluso Di Fazio.