Amministrazione pubblica della regolamentazione dei casinò e delle politiche istituzionali
Analisi del ruolo dell’ADM nella regolamentazione del gioco d’azzardo in Italia, tra licenze, controlli, contrasto all’illegalità e tutela dei giocatori nel settore fisico e digitale.

Dimensione del testo: A Reducir tamaño de fuente. A Restablecer tamaño de fuente A Aumentar tamaño de fuente.
Dal 2012, sembra che la gestione della regolamentazione del gioco d’azzardo sia passata ufficialmente sotto le autorità competenti, una realtà sorta dall’ex Monopoli di Stato. Non ci si limita più al controllo del solo gioco “di persona”; ormai l’attenzione si è inevitabilmente spostata anche sul digitale, dove il fenomeno pare abbia raggiunto numeri difficili da ignorare: si parla di un fatturato che avrebbe superato i 18,4 miliardi di euro.
ADM si muove lungo tutto il ciclo, dal rilascio delle licenze, passando per la supervisione, fino alla protezione dei minori, e in mezzo a tutto questo resta un principio che non perde di centralità, ovvero la “legalità”. L’intenzione del legislatore appare piuttosto orientata a contenere ciò che sfugge al controllo, oltre che a offrire una certa tutela a chi sceglie piattaforme come un casino online, anche se il monitoraggio dei fenomeni che vanno oltre confine rimane complicato – forse più di quanto si racconti nei comunicati ufficiali.
Competenze e funzioni dell’ADM nel settore del gioco
Oggi, se bisogna individuare il cuore della regolamentazione del gioco d’azzardo in Italia, è quasi inevitabile finire a parlare delle autorità competenti per il settore. Non si limita (almeno da quanto si legge) al solo settore dei casino tradizionali, ma spazia dalle lotterie alle funzioni amministrative e tecniche legate ai flussi finanziari del gioco.
Dal 2014 porta avanti anche la pubblicazione del “Libro Blu”, un documento che, a dire il vero, offre uno spaccato abbastanza dettagliato sulle dinamiche fiscali e sulle linee emergenti del gioco responsabile. In base ai dati ADM 2023, risulterebbe che oltre il 92% delle giocate sia tracciata mediante sistemi certificati; è una percentuale piuttosto elevata nel panorama europeo, sebbene ci sia sempre chi alza il sopracciglio sui restanti punti percentuali.
Va detto poi che queste attività di controllo sfociano spesso in collaborazioni con la Guardia di Finanza e il Ministero dell’Economia, soprattutto quando si deve arginare il passaggio di soldi verso operatori fuori dai radar. Pare che ogni anno vengano avviati circa 65 procedimenti sanzionatori nei confronti di fornitori senza autorizzazione – un dato che può sembrare significativo ma resta, per alcuni critici, solo “la punta dell’iceberg”. Il contrasto all’illegalità rimane comunque una specie di ossessione strategica dell’agenzia.
Licenze, normative e contrasto al gioco illegale
Quando si parla di licenze, l’Italia è spesso citata come uno dei paesi più rigidi, almeno stando agli addetti ai lavori. Nel concreto, soltanto chi è in regola ADM può proporre legalmente giochi d’azzardo e servizi da casino, sia online sia offline. Chi si muove al di fuori di questa cornice rischia grosso, con sanzioni amministrative che, in media, superano i 25 milioni di euro l’anno.
L’iter per ottenere una licenza non si risolve in uno scambio di carte: servono controlli tecnici, verifica della solidità finanziaria e ispezioni sull’affidabilità del servizio. Peraltro, sono previsti strumenti di autolimitazione per gli utenti, oltre a regole piuttosto rigide sui limiti pubblicitari – anche se qualcuno trova sempre un trucco o uno spiraglio, infilandosi magari dietro licenze internazionali, spesso di “facciata”.
Negli ultimi tre anni, questa corsa all’elusione ha portato ADM a oscurare più di 6.400 siti ritenuti irregolari. I movimenti di denaro verso i portali non autorizzati sono a loro volta tenuti sotto osservazione tramite protocolli con vari circuiti bancari. La presenza di un casino online, per essere conforme, richiede sempre e solo licenza ADM.
Cooperazione istituzionale e politiche sulla tutela sociale
L’approccio di ADM, almeno sulla carta, non è più solo questione di sanzioni e ispezioni. Sempre più spesso si lavora di concerto con altri enti: il Ministero dell’Economia, ad esempio, si occupa delle linee guida sulla trasparenza fiscale, e la normativa relativa alla tutela dei minori viene aggiornata, talvolta anche in modo piuttosto reattivo – per rispondere a nuove criticità. Nel 2023 sono entrate in vigore norme pensate per proteggere chi si trova in condizioni di vulnerabilità, introdotti sia limiti di spesa sia strumenti per l’autoesclusione.
Ogni anno ADM dichiara di promuovere iniziative contro il gioco patologico, inclusi numeri di supporto telefonico, ma in realtà la loro efficacia viene messa ciclicamente in discussione da associazioni e operatori “sul campo”. Anche la pubblicità subisce restrizioni crescenti: multe fino a mezzo milione di euro possono colpire chi comunica messaggi fuori norma, o così si dice.
Intanto, la collaborazione con banche e provider di pagamenti consente di bloccare i trasferimenti verso siti sospetti e, in alcuni casi, di chiuderli preventivamente. La pubblicazione annuale del “Libro Blu”, infine, pare funzionare più che altro come strumento di trasparenza e come punto di partenza per periodici confronti pubblici.
Evoluzione normativa e scenari futuri
La cornice normativa, almeno nell’attuale configurazione, si regge su decreti chiave come il D.L. 78/2009 e il D.L. 138/2011, che hanno conferito all’ADM speciali poteri di vigilanza e regolamentazione del settore. Negli ultimi anni, specialmente dal 2016 in poi, i criteri per il rilascio di nuove licenze si sono fatti decisamente più severi, una reazione forse inevitabile alla crescita di casino digitali senza sufficienti garanzie. Dalle segnalazioni del 2023 emerge che ben il 74% riguarda persone minorenni o ritenute vulnerabili che tentano di accedere ai siti, un dato consistente, benché la metodologia con cui venga raccolto non sia sempre chiarissima.
C’è la sensazione che si voglia rafforzare ulteriormente ADM anche verso le nuove sfide del gaming, per contenere riciclaggio, evasione fiscale e tentativi di frode. Quanto sarà efficace la regolamentazione nei prossimi anni dipenderà, almeno in parte, da quanto si riuscirà a stringere le maglie della collaborazione internazionale contro i siti che operano “nell’ombra”.
Importanza della responsabilità nel gioco
Sul tema della responsabilità, c’è poco da girarci attorno: giocare con consapevolezza è forse il primo vero strumento per tenere a bada i rischi legati alla dipendenza. ADM sembra insistere molto su percorsi di autolimitazione e autoesclusione, imponendo agli operatori l’introduzione di strumenti di supporto e diagnosi (anche se il coinvolgimento degli utenti in questi processi resta piuttosto altalenante).
Regole trasparenti e rispetto della normativa servono da garanzia, almeno teoricamente, per chi frequenta un casino fisico o si affida a piattaforme online. La tutela dei minori e la prevenzione del disagio, più che uno slogan, restano priorità istituzionali ribadite da una serie di iniziative che, questo va riconosciuto, si rinnovano di anno in anno con risultati spesso oggetto di dibattito e revisione.
