Frosinone

ASL Frosinone: rara fistola spinale provoca un mal di testa invalidante, intervento riuscito

Frosinone, l'ASL tratta una rara fistola spinale responsabile di cefalea invalidante. Intervento riuscito e sintomi in regressione dopo un mese.

FROSINONE – Un mal di testa cronico e invalidante, particolarmente intenso quando il paziente si trovava in piedi o seduto, nascondeva una rara fistola liquorale-venosa spinale, una comunicazione anomala responsabile della perdita di liquido cerebrospinale. La patologia è stata individuata e trattata dall’équipe della UOSD di Radiologia e Neuroradiologia Interventistica dell’ASL di Frosinone, attraverso un intervento endovascolare eseguito senza complicanze. A un mese dalla procedura, gli accertamenti hanno confermato la scomparsa dei segni radiologici della malattia e un progressivo miglioramento dei sintomi.

Il caso ha richiesto un percorso diagnostico specialistico e multidisciplinare, reso particolarmente complesso dalla difficoltà di individuare la perdita di liquido attraverso gli esami convenzionali. La diagnosi è stata possibile grazie a un approfondimento neuroradiologico che ha permesso di localizzare la fistola nella regione dorsale della colonna vertebrale.

Il mal di testa persistente e la diagnosi difficile

La fistola liquorale-venosa spinale è una condizione rara caratterizzata da una comunicazione patologica tra lo spazio che contiene il liquido cerebrospinale e il sistema venoso. Attraverso questo collegamento anomalo, parte del liquido può defluire verso le vene, determinando una riduzione della pressione liquorale.

La conseguenza può essere una sindrome da ipotensione liquorale spontanea, generalmente associata a una cefalea che peggiora assumendo la posizione eretta o seduta. Tra le altre manifestazioni possibili figurano nausea, vomito, dolore cervicale, vertigini e disturbi dell’equilibrio, della vista e dell’udito.

Nel caso seguito dall’ASL di Frosinone, il paziente era stato inizialmente sottoposto a una risonanza magnetica, che non aveva evidenziato segni certi della fistola. Gli specialisti hanno quindi deciso di procedere con una mielo-TC, un esame avanzato che prevede l’iniezione di mezzo di contrasto nello spazio subaracnoideo attraverso una puntura lombare, seguita da una tomografia computerizzata.

L’indagine ha consentito di esaminare i rapporti tra le strutture vertebro-midollari, il liquido cerebrospinale e il sistema vascolare, individuando una comunicazione anomala nella regione dorsale. È stato così possibile confermare la presenza della fistola responsabile dei disturbi accusati dal paziente.

L’intervento endovascolare per chiudere la fistola

Una volta individuata la sede della perdita, l’équipe ha eseguito un trattamento endovascolare di embolizzazione selettiva, in anestesia generale.

La procedura è stata effettuata attraverso un accesso venoso all’inguine. Utilizzando appositi cateteri, i medici hanno raggiunto la comunicazione patologica navigando all’interno del sistema vascolare.

Per sigillare la fistola è stata impiegata la tecnica Cooker Pressure, con il rilascio di spirali metalliche a distacco controllato e di uno speciale materiale embolizzante non acrilico. Il trattamento ha permesso di interrompere il passaggio anomalo del liquido cerebrospinale verso il sistema venoso.

L’intervento si è concluso senza complicanze e il paziente è stato dimesso in buone condizioni cliniche. Al controllo effettuato dopo un mese, gli esami hanno documentato la completa scomparsa dei segni radiologici associati all’ipotensione liquorale, accompagnata da una netta e progressiva riduzione della sintomatologia.

Una patologia rara che richiede esami specialistici

L’ipotensione liquorale spontanea è una condizione generalmente legata a una perdita di liquido cerebrospinale a livello della colonna vertebrale. Secondo la letteratura scientifica internazionale, la sua incidenza è stimata nell’ordine di alcuni casi ogni 100mila abitanti all’anno, sebbene il numero effettivo possa essere sottostimato a causa delle difficoltà diagnostiche.

Per quanto riguarda specificamente le fistole liquorali-venose, non sono attualmente disponibili dati epidemiologici nazionali sufficientemente ampi per stabilirne con precisione l’incidenza nella popolazione italiana.

La diagnosi può risultare particolarmente difficile quando gli esami iniziali non mostrano alterazioni evidenti. In queste circostanze, l’impiego di protocolli mielografici dedicati può consentire di identificare comunicazioni patologiche altrimenti difficili da riconoscere.

L’équipe medica e il commento della Direzione Strategica

La procedura è stata eseguita dai dottori Andrea Wlderk, Alberto Di Ruzza e Gianluca Cecchi, medici dirigenti dell’Unità Operativa Dipartimentale di Radiologia e Neuroradiologia Interventistica dell’ASL di Frosinone, con il supporto dell’UOC Anestesia e Rianimazione, diretta dal dottor Fabrizio Apponi.

La Direzione Strategica dell’ASL sottolinea la complessità del percorso clinico e il livello di specializzazione necessario per affrontare una patologia così difficile da diagnosticare.

«Fronteggiare patologie così rare e complesse, la cui incidenza internazionale si attesta su pochissimi casi l’anno e per le quali mancano ancora dati epidemiologici nazionali diffusi, richiede una maturità organizzativa e professionale non comune», evidenzia la Direzione.

«Aver individuato e risolto questa perdita “invisibile” dimostra come la nostra Radiologia Interventistica e l’Anestesia possiedano un livello di specializzazione in grado di competere con i grandi centri di riferimento. È la prova tangibile che la ASL di Frosinone è pronta ad offrire risposte di altissima precisione clinica direttamente sul territorio, garantendo ai cittadini cure avanzate senza costringerli a faticosi percorsi fuori provincia».

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