Ceccano

Ceccano, marzo 1944, le Fosse Ardeatine, Luigi Mastrogiacomo, la violenza nazista, la forza umile dei preti

Giovedì 21 marzo, ore 18 a Santa Maria.

Quel marzo del 1944 a Ceccano fu terribile. Bisognava affrontare tre nemici spietati: l’occupante germanico, a corto di viveri, pronto a sequestrare ogni merce commestibile, capaci di azioni efferate nei confronti della popolazione, gli aerei alleati, incontrastati dominatori dell’aria, in agguato per mitragliare qualunque cosa sembrasse muoversi, e poi la fame, infinita, nel senso proprio del termine, con le persone pronte a divorare di tutto, fin le ghiande delle querce.

In questa situazione angosciante, arrivarono le prime notizie da Roma sulla strage alle Fosse Ardeatine, con i conterranei coinvolti. Gli unici a cercare di aiutare la popolazione inerme furono i preti, guidati dai loro vescovi: i frati della Badia, don Giustino Meniconzi, don Fausto Schietroma, don Silvio Bergonzi, don Alvaro Pietrantoni e tanti altri che non scapparono ma rimasero accanto alla loro gente, unico punto di riferimento nel disastro generale. Misero a repentaglio la loro vita pur di salvare gli altri.

Di tutto questo ci parlerà Angelino Loffredi, appassionato storico di quei giorni, giovedì 21 marzo, alle ore 18, a Santa Maria a fiume per l’iniziativa 80 anni fa i giorni dell’ira, della Rete delle Associazioni coordinata dalla Pro loco di Ceccano. Con lui avremo le testimonianze di chi ha conosciuto direttamente questi eroi schivi, che, con la forza umile dei cristiani, riuscirono a vincere la paura, pur di aiutare chi era in difficoltà. Seguiamo l’autorevole esempio di Roberto Rossellini che in Roma città aperta nel personaggio interpretato da Aldo Fabrizi celebrò la figura di don Giuseppe Morosini, ferentinate, fucilato a Forte Bravetta il 3 aprile 1944.

 

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