Ferentino, incendia una legnaia per vendetta ma perde il cellulare tra le fiamme: arrestato 40enne
Un 40enne di Ferentino è stato posto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per due incendi dolosi avvenuti a marzo. Determinante per le indagini dei Carabinieri il ritrovamento del suo cellulare tra le ceneri della legnaia data alle fiamme.

FERENTINO – Un telefono cellulare perso durante la fuga si è rivelato decisivo per le indagini dei Carabinieri, consentendo di identificare il presunto autore di due incendi dolosi avvenuti nella notte del 29 marzo scorso. Nella serata di ieri i militari della Stazione di Ferentino, con il supporto del N.O.R.M. – Aliquota Radiomobile, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nei confronti di un 40enne del posto, già noto alle cronache giudiziarie.
Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Frosinone. L’uomo è gravemente indiziato dei reati di danneggiamento seguito da incendio e violazione di domicilio.
Le indagini dei Carabinieri
L’attività investigativa è partita dopo due incendi sviluppatisi nella stessa notte in via Paolo Borsellino e via Vasciotte. Il primo aveva interessato una sala condominiale di uno stabile ATER, mentre il secondo era divampato all’interno della legnaia di una donna di 76 anni residente a Ferentino.
L’intervento dei Vigili del Fuoco di Frosinone aveva evitato conseguenze più gravi, limitando i danni ad alcuni arredi senza il coinvolgimento di persone.
Attraverso l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e le testimonianze raccolte, i militari sono riusciti a ricostruire la dinamica dei fatti e a individuare il presunto responsabile.
Il cellulare trovato tra le ceneri
L’elemento determinante è emerso durante il sopralluogo nella legnaia incendiata. Tra le ceneri i Carabinieri hanno rinvenuto un telefono cellulare, parzialmente distrutto dalle fiamme, risultato appartenere al 40enne e presumibilmente perso durante la fuga.
Successivamente, nel corso di una perquisizione domiciliare, i militari hanno sequestrato gli indumenti che l’indagato avrebbe indossato durante gli incendi, gli stessi ripresi dagli impianti di videosorveglianza.
Il movente: una lite sfociata nella ritorsione
Le indagini hanno consentito anche di ricostruire il presunto movente. Secondo quanto accertato dagli investigatori, poco prima degli incendi il 40enne avrebbe avuto un’accesa discussione, per futili motivi, con il nipote della proprietaria della legnaia. Gli inquirenti ritengono che proprio quella lite abbia dato origine al gesto, considerato una ritorsione nei confronti della famiglia della donna.
Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato posto agli arresti domiciliari nella propria abitazione con applicazione del braccialetto elettronico, a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che l’indagato deve ritenersi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
Fonte: Comando provinciale Carabinieri di Frosinone


