Frosinone, allo Spaziani impiantata una protesi vascolare su misura a una donna di 79 anni
All'ospedale Spaziani di Frosinone una donna di 79 anni affetta da un grave aneurisma toraco-addominale è stata operata con una protesi vascolare personalizzata. L'intervento è stato eseguito da un'équipe multidisciplinare e la paziente è stata dimessa in buone condizioni.

FROSINONE – Un intervento endovascolare con l’impiego di una protesi vascolare realizzata su misura è stato eseguito all’ospedale Spaziani di Frosinone su una donna di 79 anni affetta da un grave aneurisma toraco-addominale. L’operazione, particolarmente complessa per le condizioni cliniche della paziente e l’estensione dell’aneurisma, è stata portata a termine da un’équipe multidisciplinare di Chirurgia Vascolare e Radiologia Interventistica. La donna ha superato la fase operatoria ed è stata dimessa in buone condizioni.
Una protesi personalizzata per ridurre i rischi operatori
La paziente presentava patologie pregresse che rendevano particolarmente delicato il trattamento. L’aneurisma interessava inoltre i principali vasi sanguigni diretti agli organi vitali, rendendo necessario un intervento adeguato alle sue specifiche caratteristiche anatomiche.
I medici hanno utilizzato una protesi custom-made, progettata appositamente per la paziente. Il dispositivo ha consentito di mettere in sicurezza il tratto arterioso a rischio di rottura, preservando la corretta irrorazione sanguigna degli organi.
La tecnica endovascolare costituisce un’alternativa mininvasiva alla chirurgia a cielo aperto, che rimane il trattamento di riferimento per l’aneurisma aortico addominale. La scelta dipende dall’anatomia e dal profilo di rischio del singolo paziente.
L’intervento dell’équipe di Chirurgia Vascolare e Radiologia Interventistica
L’operazione è stata coordinata dalla dottoressa Laura Capoccia, coordinatrice della UOSD di Chirurgia Vascolare, e dal dottor Andrea Wlderk, coordinatore della UOSD di Radiologia Interventistica.
Hanno collaborato i dottori Aldo Musilli e Valerio Turriziani, con il supporto tecnico specialistico del professor Wassim Mansour dell’Università La Sapienza di Roma.
L’impiego della protesi personalizzata ha permesso di affrontare un caso clinico caratterizzato da elevati rischi operatori, senza ricorrere alla chirurgia a cielo aperto.
La Direzione sanitaria: «La tutela della salute è un diritto primario»
La direttrice sanitaria della ASL di Frosinone, Maria Giovanna Colella, ha spiegato le ragioni della scelta di investire nelle tecnologie necessarie per il trattamento della paziente.
«Non abbiamo esitato a investire le risorse necessarie per questo intervento, ponderando ogni aspetto. Di fronte a casi complessi come questo, il rapporto costi-benefici trova il suo valore fondamentale unicamente nella salvaguardia della vita del paziente. È la Carta Costituzionale che ci ricorda che la tutela della salute è un diritto primario», ha dichiarato.
La dottoressa Laura Capoccia ha sottolineato l’importanza del sostegno ricevuto dalla Direzione aziendale per rendere disponibile una tecnologia così specifica.
«Il supporto e la prontezza della Direzione dell’ASL nell’assicurare una tecnologia così avanzata e personalizzata sono stati fondamentali», ha affermato la specialista.
«Questa grande attenzione da parte dell’Azienda permette a noi professionisti di affrontare interventi di alta complessità, garantendo un’assistenza di massimo livello ai cittadini direttamente sul proprio territorio, senza costringerli a faticosi trasferimenti in altre strutture», ha aggiunto Capoccia.


