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Frosinone, piano regionale crematori: stop nuovi impianti fino al 2030, comitati esultano

La Regione Lazio blocca i nuovi forni crematori fino al 2030. A Frosinone esultano comitati e associazioni, mentre resta il confronto con l’amministrazione comunale.

FROSINONE – La Regione Lazio ha approvato il primo Piano regionale per i forni crematori, introducendo il blocco alla realizzazione di nuovi impianti fino al 2030 e definendo criteri tecnici, limiti alle emissioni e sistemi di controllo con l’obiettivo di garantire standard ambientali uniformi e più elevati.

Il piano regionale e lo stop agli impianti

Il provvedimento – ha spiegato Giovambattista Martino in una nota stampa – annunciato lo scorso 2 aprile 2026, stabilisce un quadro normativo organico per la gestione degli impianti di cremazione sul territorio. Alla base della decisione, la valutazione secondo cui il Lazio risulta autosufficiente rispetto alla domanda di cremazioni, rendendo non necessaria la costruzione di nuove strutture nel breve periodo.

Il piano arriva dopo una precedente fase di sospensione delle autorizzazioni già avviata nel 2024, ora trasformata in un blocco vero e proprio. L’obiettivo dichiarato è quello di tutelare la salute pubblica e l’ambiente, introducendo regole omogenee su tutto il territorio regionale.

La posizione dei comitati e delle associazioni

Soddisfazione è stata espressa dal gruppo consiliare FutuRa e dai comitati contrari alla realizzazione di un forno crematorio a Frosinone, tra cui il Comitato No Forno Crematorio Colle Cottorino, il Comitato Selva dei Muli e Madonna delle Rose, Fare Verde Frosinone e i Medici di Famiglia per l’Ambiente.

Secondo i promotori della mobilitazione, che hanno raccolto circa 2.500 firme, la decisione della Regione rappresenta una conferma delle preoccupazioni espresse negli ultimi anni in merito ai possibili impatti sanitari e ambientali legati agli impianti.

I comitati sottolineano inoltre come una sentenza del Consiglio di Stato abbia equiparato i forni crematori agli inceneritori sotto il profilo normativo, rafforzando le criticità evidenziate.

Il confronto con il Comune di Frosinone

Parallelamente, resta aperto il confronto con l’amministrazione comunale. Durante il consiglio comunale del 1° aprile, è stata infatti valutata la possibilità di affidare incarichi tecnici per verifiche sull’impianto previsto nell’area del cimitero comunale, in zona Madonna della Neve.

Una posizione che i comitati giudicano in contrasto con l’indirizzo regionale. «Mentre la Regione introduce regole più stringenti per la tutela della salute e dell’ambiente – sostengono – il Comune continua a ipotizzare interventi per la realizzazione dell’impianto».

La richiesta di confronto

Gli oppositori ribadiscono la necessità di un confronto pubblico sugli aspetti sanitari e ambientali, finora ritenuto insufficiente. Al centro del dibattito resta la compatibilità di nuovi impianti in un territorio già segnato da criticità ambientali. La delibera regionale rappresenta ora un punto di svolta nella vicenda, destinata a influenzare le future scelte a livello locale.

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