Frosinone

Frosinone: Rifondazione Comunista critica la proposta di legge sulla nuova Autorità idrica regionale

L'acqua non è una merce, ma un diritto di tutti: va tutelata con una gestione pubblica e trasparente.

La proposta di istituire una nuova Autorità Idrica Regionale, recentemente approvata all’unanimità dalla commissione lavori pubblici e infrastrutture della Regione Lazio, solleva forti perplessità tra le fila di Rifondazione comunista di Frosinone. Il timore è che dietro l’intento dichiarato di rendere più efficiente e razionale la governance del servizio idrico si nasconda, in realtà, un ulteriore passo verso la centralizzazione e la progressiva privatizzazione della gestione dell’acqua.

«Il voto compatto di tutte le forze politiche, da Forza Italia al PD, passando per Fratelli d’Italia e Italia Viva, ci preoccupa, anche se non ci sorprende», si legge in una nota diffusa dalla federazione ciociara del partito.

Timori per l’accentramento decisionale

La proposta prevede il superamento dei cinque Ambiti Territoriali Ottimali attualmente in vigore, per accentrare il coordinamento in un’unica Autorità Regionale. Secondo Rifondazione comunista, si rischia così di indebolire fortemente il ruolo dei comuni e delle province, riducendone la capacità decisionale su un bene primario come l’acqua. «Un ente regionale così concepito rischia di diventare un nuovo carrozzone politico, con poteri ampi su tariffe, investimenti e strategie operative», aggiunge la nota.

Critiche anche al presidente della Provincia

La posizione espressa favorevolmente dal presidente della Provincia, Luca Di Stefano, viene accolta con ulteriore preoccupazione dal partito. «In un territorio dove i cittadini già subiscono tariffe tra le più alte d’Italia, un’autorità unica non rappresenta una garanzia di equità, ma il rischio di ulteriori aumenti», prosegue Rifondazione.

L’appello a una gestione pubblica e partecipata

Il partito ribadisce la propria posizione storica: l’acqua deve essere sottratta alle logiche del mercato e gestita come bene comune, tramite strumenti democratici e partecipati. «Serve una vera ripubblicizzazione del servizio idrico, in attuazione del referendum del 2011, coinvolgendo cittadini, comitati, enti locali e operatori pubblici del settore».

Rifondazione comunista conferma infine il proprio impegno al fianco dei comitati locali per contrastare ogni forma di gestione che favorisca il profitto privato a scapito del bene collettivo.

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