Pontecorvo: 83 anni fa il bombardamento del 1° novembre 1943, il ricordo delle vittime
Pontecorvo, il 1° novembre 83 anni dal bombardamento del 1943. Il sindaco Anselmo Rotondo ricorda le vittime civili e richiama il valore della pace.

PONTECORVO – A 83 anni dal bombardamento del 1° novembre 1943, Pontecorvo ricorda una delle pagine più dolorose della propria storia. In quella giornata la città fu investita da un pesante attacco aereo che provocò distruzioni nel centro abitato e la morte di decine di civili. A richiamare la memoria di quanto accaduto è il sindaco Anselmo Rotondo, che in occasione dell’anniversario ha affidato ai social un messaggio dedicato alle vittime e al valore della pace.
Il bombardamento colpì duramente diversi luoghi della città. Centinaia di bombe caddero su Pontecorvo, devastando la Cattedrale, il centro storico, il mercato e altre zone dell’abitato. Alle distruzioni materiali si aggiunse il pesante bilancio umano, con decine di cittadini che persero la vita e numerose famiglie segnate dalla tragedia.
Nel suo intervento, il sindaco Rotondo sottolinea la necessità di mantenere viva la memoria di quella giornata e di tramandarla alle nuove generazioni. Il ricordo del bombardamento diventa così anche occasione per ribadire il rifiuto della guerra e della violenza e riaffermare i valori della pace, della solidarietà e della tutela della vita.
La ricorrenza cade quest’anno nella solennità di Tutti i Santi e alla vigilia della commemorazione dei Defunti, aprendo un periodo particolarmente legato al ricordo di chi non c’è più. Un momento che, nel messaggio del primo cittadino, unisce la memoria delle vittime del 1943 a quella dei propri cari e delle persone scomparse che continuano a essere ricordate dalle famiglie.
«Pontecorvo non dimentica», è il messaggio con cui Rotondo richiama il valore della memoria collettiva. Ricordare le vittime del bombardamento del 1° novembre 1943 significa, nelle parole del sindaco, custodire la storia della città, rendere omaggio a chi perse la vita e consegnare alle nuove generazioni la consapevolezza delle conseguenze della guerra.


