Sgurgola: aggredisce l’anziana madre con calci, pugni e un vaso, arrestata dai Carabinieri
Sgurgola, donna arrestata dai Carabinieri dopo una violenta aggressione all'anziana madre, colpita con calci, pugni, morsi e un vaso. La vittima è ricoverata a Colleferro, mentre la figlia è stata trasferita nel carcere di Rebibbia.

SGURGOLA – Una donna è stata arrestata dai Carabinieri con le accuse di maltrattamenti contro familiari, lesioni personali aggravate e resistenza a pubblico ufficiale dopo aver aggredito l’anziana madre convivente. L’episodio si è verificato nella serata di mercoledì 4 novembre 2026, all’interno di un’abitazione di Sgurgola.
A richiedere l’intervento delle forze dell’ordine è stato il figlio della donna, che intorno alle 21:30 ha contattato il numero di emergenza 112. Sul posto sono intervenuti i militari della Stazione di Sgurgola, supportati dall’Aliquota Radiomobile.
L’aggressione e l’intervento dei Carabinieri
Secondo quanto ricostruito dai militari, la donna, già nota alle forze dell’ordine e in evidente stato di alterazione psicofisica riconducibile all’abuso di alcol, avrebbe aggredito la madre al culmine di una discussione nata per futili motivi.
L’anziana sarebbe stata colpita con calci, pugni e morsi, riportando anche una ferita alla testa provocata dall’utilizzo di un vaso.
All’arrivo dei Carabinieri, la donna avrebbe continuato a manifestare un comportamento aggressivo, opponendo resistenza all’intervento. In particolare, avrebbe strattonato ripetutamente i militari nel tentativo di divincolarsi e sottrarsi al loro controllo, prima di essere immobilizzata.
L’anziana ricoverata a Colleferro, la figlia trasferita a Rebibbia
I sanitari del 118, intervenuti nell’abitazione, hanno prestato le prime cure alla vittima, successivamente trasportata all’ospedale civile di Colleferro.
Secondo le informazioni diffuse dall’Arma, l’anziana si trova ricoverata, ma non è in pericolo di vita.
Al termine degli accertamenti, la figlia è stata arrestata e trasferita presso la Casa Circondariale Femminile di Roma-Rebibbia, a disposizione della Procura della Repubblica di Frosinone.
Le accuse contestate dovranno essere valutate dall’autorità giudiziaria. La donna è da considerarsi presunta innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.
Fonte: Comando provinciale dei Carabinieri di Frosinone


