POLITICA

Cassino: un milione e mezzo per riqualificare l’ex Ospedale

Salera: «De Posis struttura ideale da recuperare e riportare a nuova vita». L'obiettivo primario, per Cassino, è il recupero dei locali del vecchio ospedale da adibire ad Aree Cup e Pua, Multiprofessionale, Diagnostica, Ambulatoriale.

«Sono molto soddisfatto per l’approvazione dello studio di fattibilità per la Casa di Comunità di , che prevede la riqualificazione radicale della vecchia struttura ospedaliera del “Gemma De Posis”. Edificio da tempo in disuso, ad eccezione di alcune parti, ormai da molti anni. L’importo complessivo del progetto di fattibilità è di 1.566.416,12 euro». Così il Sindaco, , in una nota pubblicata sulla sua pagina Facebook.

«Un intervento importante per la nostra Città, che rientra nel progetto di potenziamento dell’assistenza e delle rete sanitaria territoriale prevista dal Pnrr, annunciato a dalla direttrice generale della Asl, Pierpaola D’Alessandro, nell’ambito del quale la Regione Lazio si è proposta di realizzare 123 Case di Comunità, 58 centrali operative Territoriali e 36 ospedali di Comunità – prosegue il primo cittadino. L’obiettivo primario, per Cassino, è il recupero dei locali del “Gemma De Posis” da adibire ad Aree Cup e Pua, Multiprofessionale, Diagnostica, Ambulatoriale. Nella struttura è prevista la presenza medica h24, 7 giorni su 7, anche attraverso l’integrazione della Continuità Assistenziale. Nonché la presenza infermieristica, un Pua (punto unico di accesso), un punto prelievi, programmi di screening, servizi diagnostici, ambulatoriali, infermieristici, un sistema integrato di prenotazione collegato al Cup , il servizio assistenza domiciliare di base, la partecipazione della Comunità e la valorizzazione della co-produzione, attraverso le associazioni di cittadini e volontariato.

Il progetto è stato redatto nello spirito delle linee guida emanate per lo sviluppo dell’Assistenza Territoriale del Sistema Sanitario Nazionale e per assicurare l’assistenza di prossimità alla popolazione in un luogo fisico di facile individuazione, nel quale il cittadino possa accedere per poter entrare in contatto con il sistema di assistenza sanitaria e socio-sanitaria. E per questi scopi – conclude Salera – crediamo che il De Posis sia davvero la struttura ideale da recuperare e riportare a nuova vita».

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