Ceccano, al via i lavori di riqualificazione della stazione ferroviaria: il murale “Territorio vivente” sarà ripristinato dopo il cantiere
Ceccano avvia la riqualificazione della stazione ferroviaria. Durante il cantiere sarà rimosso il murale “Territorio Vivente”, che il Comune punta a ripristinare al termine dei lavori.

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CECCANO – Sono partiti gli interventi di riqualificazione alla stazione ferroviaria di Ceccano, lavori promossi da Rete Ferroviaria Italiana nell’ambito delle attività di manutenzione e miglioramento delle infrastrutture. L’opera riguarda un nodo considerato strategico per la mobilità cittadina e per l’intero territorio provinciale, frequentato ogni giorno da pendolari, studenti e lavoratori diretti verso Roma, i poli universitari e le aree produttive.
L’intervento viene presentato come un passaggio rilevante sotto il profilo della sicurezza, della funzionalità e della qualità complessiva degli spazi destinati all’utenza. La stazione rappresenta infatti uno dei principali punti di accesso e collegamento per la città e per una parte consistente della provincia di Frosinone.
Il futuro della stazione
L’avvio del cantiere segna una fase di trasformazione attesa, con l’obiettivo di rendere lo scalo ferroviario più efficiente e adeguato alle esigenze quotidiane di chi utilizza il servizio. L’amministrazione comunale segue l’evoluzione dei lavori come un intervento destinato a incidere in maniera concreta sulla fruibilità di uno spazio pubblico centrale.
Accanto agli aspetti tecnici e funzionali, il progetto porta con sé anche una riflessione sul rapporto tra riqualificazione urbana e identità cittadina. Proprio su questo punto si concentra l’attenzione della comunità, legata a uno degli elementi più riconoscibili della facciata del fabbricato viaggiatori.
Il murale Territorio vivente
Per consentire l’esecuzione dei lavori sarà infatti necessario rimuovere il murale “Territorio Vivente”, realizzato nel 2007 dall’artista Alberto Spaziani sulla facciata della stazione su commissione del Centro Studi Tolerus. La rimozione, viene spiegato, si rende necessaria anche per ragioni di sicurezza, dal momento che l’intonaco risulta in fase di distacco.
Il Comune ha però già avviato un confronto con Rete Ferroviaria Italiana per valutare la possibilità di riprodurre fedelmente l’opera al termine dell’intervento. L’obiettivo dichiarato è quello di restituire il murale alla città, ricollocandolo sulla stessa parete e preservandone il valore simbolico e culturale.
Le dichiarazioni del Comune
«I lavori in corso rappresentano un momento di trasformazione per la stazione: da un lato il naturale dispiacere per la temporanea scomparsa di un’immagine cara a molti cittadini, dall’altro l’entusiasmo per una riqualificazione attesa e per la prospettiva di vedere nuovamente nascere, al termine del cantiere, il murale “Territorio Vivente”, simbolo di viaggio, di ritorno e di appartenenza alla città», ha dichiarato il sindaco.
Sulla stessa linea anche l’assessore alla Cultura Alessandro Ciotoli, che ha sottolineato il significato assunto dall’opera nel corso degli anni: «Per quasi vent’anni quell’immagine ha accompagnato la quotidianità di generazioni di pendolari e cittadini. Non è solo un’opera d’arte, ma un segno identitario». Il murale, ha ricordato, è inserito anche nel catalogo regionale Lazio Street Art promosso dalla Regione Lazio e rappresenta una testimonianza significativa del percorso artistico di Alberto Spaziani.


