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Cinghiali: adottato “Piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica”

La nota a firma di Daniele Maura, vicecapogruppo Fratelli d’Italia presso il Consiglio Regionale del Lazio.

L’emergenza animali selvatici, e in particolare quella legata alla presenza crescente dei cinghiali, diventa sempre più pressante. Lo dimostrano anche i recenti casi registrati nelle ultime ore a Roma e in Ciociaria. Una situazione non più sostenibile, che ha indotto la Conferenza Stato-Regioni, presieduta dal Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Calderoli, ad affrontarla con decisione.

Al termine di un articolato esame del quadro attuale, l’organismo, di concerto con il Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Lollobrigida, ha stipulato un’intesa recante l’adozione del Piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica.

Soddisfatto Daniele Maura, Vicecapogruppo FdI alla Regione Lazio e membro della Commissione Ambiente, che ha dichiarato: «Una volta definite le linee guida nell’ambito del piano, saremo pronti come Regione Lazio ad attuarlo, facendo in questo modo dei passi concreti sul contenimento di animali selvatici, come i cinghiali, che hanno invaso le nostre montagne e non solo, diventando prevalenti sulle altre specie, alterando la biodiversità e, soprattutto, aumentando il rischio di diffusione della peste suina africana».

Sulla decisione presa dalla Conferenza Stato-Regioni è intervenuta anche l’associazione “Libera caccia” con una nota nella quale evidenzia: «Dopo le solite isteriche e immotivate proteste e minacce della parte più oltranzista dell’animalismo italiano – è scritto nel documento a forma del presidente Paolo Sparvoli – finalmente il nostro Paese si è dotato di un rigoroso e scientifico Piano di Contenimento della fauna selvatica. Infatti, è stata raggiunta, in sede di Conferenza Stato-Regioni, l’intesa sull’adozione del piano straordinario che permetterà di erigere una valida barriera alla diffusione della Peste Suina Africana, che rappresenterebbe una disastrosa catastrofe economica oltre che sanitaria e ambientale. Contemporaneamente, è stato raggiunto anche l’accordo sulla ricostituzione – dopo oltre un decennio – del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale (CTFVN), che permetterà una gestione più snella e agile delle innumerevoli e complesse problematiche ambientali, nonché di una corretta organizzazione dell’attività venatoria. C’è voluta la costanza e il coraggio del nuovo ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, per superare la barriera ideologica dei veti che ha sempre bloccato una regolare “governance” della fauna selvatica, sempre più numerosa e molto spesso alloctona e nociva per la biodiversità. La Libera Caccia, mentre si compiace per questo importante passo in avanti, si augura che, finalmente, si possa instaurare un concreto e proficuo dialogo con tutti gli attori interessati: agricoltori, allevatori, ambientalisti e cacciatori senza preclusioni e pregiudizi di natura ideologica».

 

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