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Coronavirus: impennata dei decessi e dei ricoveri in terapia intensiva a Frosinone

«Ad oggi sono 8 i pazienti in rianimazione. Di questi ben 5 sono non vaccinati, tutti compresi nella fascia d’età tra i 50 e i 60 anni. Tre invece sono i vaccinati tutti con gravissime patologie». La Asl avverte: «È necessario che tutti capiscano cosa si rischia in questa situazione: con l’attuale pressione sulle strutture ospedaliere esiste il pericolo di dover interrompere le attività di profilassi e cura di patologie non covid».

«Le ultime 48 ore sono state caratterizzata da un’impennata di decessi (6, molti non vaccinati e altri con gravi patologie) e di ricoveri in terapia intensiva. Ad oggi sono 8 i pazienti in rianimazione. Di questi ben 5 sono non vaccinati, tutti compresi nella fascia d’età tra i 50 e i 60 anni.

Tre invece sono i vaccinati tutti con gravissime patologie. Il dato evidenzia ancora una volta come siano nella stragrande maggioranza dei casi i no vax ad essere colpiti gravemente dal Covid, saturando le terapie intensive e gli altri reparti delle strutture ospedaliere: “Si tratta – spiega il Dottor Fabrizio Apponi Direttore di struttura complessa anestesia e rianimazione Polo ospedaliero Frosinone- – di una fotografia precisa della situazione attuale. I 2/3 dei pazienti in terapia intensiva non si è voluta sottoporre alla vaccinazione e la situazione per i nostri ospedali sta diventando insostenibile”.

Per gli over 50, oggi, la vaccinazione è ormai obbligatoria dopo la decisione del Governo: “Speriamo che tutti accolgano l’invito dell’esecutivo. I dati oggi parlano chiaro: i non vaccinati rischiano gravissime conseguenze mentre chi ha terminato il ciclo e ha avuto la dose booster presenta, nella maggioranza dei casi, forme leggere, in ogni caso curabili.

È necessario che tutti capiscano cosa si rischia in questa situazione: con l’attuale pressione sulle strutture ospedaliere esiste il pericolo di dover interrompere le attività di profilassi e cura di patologie non covid».

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