Frosinone

Frosinone, Giovani Democratici contro il riarmo: «Non saremo i soldati delle vostre guerre»

I Giovani Democratici di Frosinone intervengono contro il riarmo e chiedono maggiori investimenti in sanità, istruzione, ricerca, occupazione e politiche industriali.

FROSINONE – La Federazione Provinciale dei Giovani Democratici di Frosinone torna a prendere posizione contro il riarmo e a favore di politiche orientate, secondo quanto sostenuto dall’organizzazione, verso uno sviluppo pacifico e sostenibile del territorio.

Il movimento giovanile del Partito Democratico richiama le iniziative portate avanti insieme alla cittadinanza attiva e organizzata della provincia di Frosinone sui temi del disarmo, collegando la propria posizione al dibattito nazionale sulle spese militari.

Il messaggio rilanciato dalla Federazione di Frosinone

La Federazione provinciale ha fatto proprie le parole pronunciate dalla segretaria nazionale dei Giovani Democratici Virginia Libero dal palco della Festa de l’Unità nazionale.

«Non saremo noi i soldati delle vostre guerre, organizzeremo i disertori», è il passaggio rilanciato dai Giovani Democratici di Frosinone nell’intervento diffuso nelle ultime ore.

De Cunto: priorità a sanità, istruzione e lavoro

Sulla questione è intervenuto anche Mario De Cunto, segretario della Federazione Provinciale dei Giovani Democratici di Frosinone, contestando l’aumento delle risorse destinate al settore militare e indicando altre priorità di investimento pubblico.

«La nostra generazione ripudia la guerra e non ha intenzione di imbracciare le armi per le guerre dei ricchi; abbiamo sanità, istruzione e politiche industriali costantemente sottofinanziate, non vogliamo buttare altri soldi nel riarmo», ha dichiarato De Cunto.

La proposta dei Giovani Democratici

Nella posizione espressa dalla Federazione provinciale, l’alternativa indicata passa attraverso maggiori investimenti nelle politiche sociali, nella formazione e nella creazione di occupazione.

«Crediamo in uno sviluppo pacifico e sostenibile, che metta al centro le persone, creando nuova occupazione stabile e di qualità e investendo in istruzione, sanità, università e ricerca. Vogliamo lavoro e diritti, non essere carne da macello», conclude Mario De Cunto.

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