L’evoluzione dei videogiochi di sport
Il mondo dei videogiochi è sempre stato particolarmente affascinante per la sua capacità di evolversi costantemente.

I progressi si rincorrono in maniera quasi vertiginosa, come del resto più in generale nelle innovazioni tecnologiche, e questa rapidità rende complicato rendersi conto di quanto grandi siano le trasformazioni che avvengono nel volgere anche di pochissimi anni. È per questo che, di tanto in tanto, è utile dare uno sguardo al passato e rendersi conto dei passi avanti che sono stati fatti. È il caso dei videogiochi di sport: si tratta di un genere che ha sempre avuto grandi successi, e che più di altri è stato al centro di evoluzioni affascinanti.
Prendiamo per esempio i simulatori di guida. Si tratta di un genere sempre centrale nella storia del videogaming, tanto che il suo primo esponente, Gran Trak 10, risale al 1974. Come in molti altri esempi dell’epoca la fantasia aveva un ruolo dominante: il gioco consisteva in un tracciato visto dall’alto e in un puntino che rappresentava l’auto del videogiocatore, da controllare tramite il volantino compreso nel cabinato. I primi progressi sono stati proprio in termini di resa grafica, passando a grafiche a colori e a 16bit, ma venne presto abbandonata anche la semplice visuale dall’alto: cominciarono a diffondersi le visuali in prima e terza persona, ancora oggi gli standard per i giochi di guida. Tra gli anni ’80 e ’90 i giochi di guida si sono separati in due filoni, quelli più simulativi e quelli più arcade. I secondi hanno mantenuto un’esperienza di guida tutto sommato semplice, affiancandola ad altri elementi ludici: basta pensare a Mario Kart, Crash Team Racing e così via. I primi, invece, si sono sempre più specializzati nella simulazione. Non solo le grafiche hanno reso progressivamente più realistiche auto e tracciati, ma i motori di gioco sono stati resi capaci di rendere al meglio componenti fisiche come accelerazione, peso e superfici, arrivando fino a giochi di guida simulativi open world e a titoli utilizzati da veri piloti per allenarsi.
Pensiamo poi ai giochi di calcio, anche se i loro progressi sono identici ai simulatori degli sport più seguiti, dal basket al football fino all’hockey. I primi simulatori calcistici erano caratterizzati da grafiche abbozzate, con visuale laterale e dall’alto, ed ereditavano meccaniche estremamente semplici come quelle di Pong. Già alla fine degli anni ’70 si ha il primo esempio di un’introduzione ancora moderna: le licenze. Prima ancora di notevoli miglioramenti grafici vengono inseriti nomi e giocatori su licenza, permettendo un passo avanti – anche se solo nominale – in termini di realismo. Le grafiche bidimensionali degli anni ’80 vennero sostituite nel decennio successivo dai primi giochi in 3D, caratterizzati dal movimento dei giocatori in 8 direzioni. È proprio sotto questo punto di vista che si sono concentrati i successivi miglioramenti, rendendo sempre più realistica la riproduzione dei movimenti e la fisica del pallone. L’utilizzo di motion capture, oltre che per i movimenti, è stato inoltre fondamentale anche per riprodurre fedelmente molti calciatori e le loro esultanze caratteristiche, portando i simulatori calcistici ai livelli di realismo che oggi conosciamo.
Il poker, invece, ha avuto un’evoluzione più particolare. I primi esempi videoludici sono abbastanza risalenti, e già negli anni ’80 tra le suite di giochi di carte compariva l’occasionale gioco di poker. Tuttavia ancora non si trattava di un vero gioco “di sport”: veniva visto come un gioco di carte tra tanti altri, nonostante già all’epoca il poker sportivo fosse una realtà in sviluppo. Tra anni ’90 e primi 2000 cominciarono a comparire titoli per console casalinghe che inserivano il poker, in termini di tornei sportivi, nel contesto di altri giochi tipici da casinò, ma ancora la sua visione sportiva risultava abbastanza secondaria. È stato Internet a fare definitivamente del poker un prodotto videoludico: a partire da metà anni 2000 c’è stato un fiorire di piattaforme specializzate che, organizzando tornei online, hanno pienamente trasformato il poker in un videogioco sportivo. Ancora oggi la maggior parte dei tornei si svolge su queste piattaforme, vere responsabili dell’evoluzione del poker videoludico.
Si potrebbero fare ancora molti esempi. Pensiamo al golf, uno dei giochi più affascinanti, passato dalla visuale di una pallina dall’alto a simulatori sponsorizzati da Tiger Woods. O al tennis, che dal precursore Pong è arrivato fino a titoli giocati tramite periferiche di movimento come il Kinect di Xbox o i controller di Nintendo Wii. Esattamente come la boxe, il bowling, la pallavolo e tanti altri sport che, nelle loro versioni videoludiche, si sono trasformati in maniera sorprendente.

