CIOCIARIA

Sant’Elia Fiumerapido, la Frabotta entra tra i vitigni tutelati del Lazio

La Frabotta di Sant’Elia Fiumerapido entra tra i vitigni tutelati del Lazio insieme ad altre quattro varietà autoctone a rischio di erosione genetica.

SANT’ELIA FIUMERAPIDO – C’è anche un vitigno della provincia di Frosinone tra le cinque nuove varietà locali entrate nel Registro Volontario Regionale del Lazio. Si tratta della Frabotta, uva a bacca bianca censita a Sant’Elia Fiumerapido e appartenente a un areale storico che comprende la Valle di Comino e il Cassinate.

L’iscrizione rappresenta un nuovo riconoscimento per il patrimonio viticolo della Ciociaria, dove la Frabotta veniva tradizionalmente coltivata insieme ad altre varietà autoctone, tra cui il Maturano.

La Frabotta tra Valle di Comino e Cassinate

La Frabotta entra dunque ufficialmente tra le risorse genetiche autoctone di interesse agrario considerate a rischio di erosione. La tutela prevista dalla normativa regionale punta a conservare varietà strettamente legate alla storia agricola dei territori e che, con il passare degli anni, hanno visto ridursi la propria diffusione.

Il riconoscimento assume particolare rilievo per la provincia di Frosinone, dove il recupero dei vitigni locali può rappresentare anche uno strumento per rafforzare il rapporto tra produzione vinicola, identità territoriale e sviluppo delle aziende agricole.

Gli altri vitigni inseriti nel Registro

Accanto alla Frabotta sono stati riconosciuti altri quattro vitigni. Roncetto e Veciò, entrambi a bacca rossa, sono stati individuati nell’area del Parco regionale naturale dei Monti Lucretili, tra Roccagiovine, San Polo dei Cavalieri e Marcellina.

Il Tagliaferro è invece storicamente presente tra Sabina Romana, media valle dell’Aniene, Monti Ruffi e Monti Affilani, mentre la Mostaccina è stata individuata a Olevano Romano. Nella stessa zona sono stati rintracciati esemplari di Tagliaferro durante le attività condotte dal CREA tra il 2020 e il 2022 nell’ambito del progetto “Biotices. Alle radici del Cesanese”.

Nel Lazio salgono a 52 le varietà di vite tutelate

Con i cinque nuovi ingressi, sono ora 52 le varietà locali di vite tutelate nel Lazio: 49 destinate alla produzione di uva da vino e tre di uva da tavola.

L’assessore regionale all’Agricoltura e alla Sovranità Alimentare Giancarlo Righini sottolinea come la tutela dei vitigni autoctoni rappresenti un investimento sull’identità e sul futuro dell’agricoltura laziale, mentre il presidente di ARSIAL, Massimiliano Raffa, evidenzia le opportunità che il recupero delle varietà locali può creare per le imprese vitivinicole.

Complessivamente nel Lazio sono tutelate 270 risorse genetiche autoctone, delle quali 246 vegetali e 24 animali. I vitigni a rischio di erosione interessano circa 760 ettari e nel 2025 hanno generato, come vini monovarietali, una rivendicazione di circa 10 mila ettolitri, coinvolgendo 101 cantine.

Per la Ciociaria, l’ingresso della Frabotta nel Registro aggiunge così un nuovo tassello al lavoro di recupero delle produzioni agricole storiche e alla valorizzazione di un patrimonio vitivinicolo profondamente legato alla Valle di Comino e al Cassinate.

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